Corruzione elettorale, 5 euro voto: chieste condanne cricca Palermo

Corruzione elettorale, 5 euro voto: chieste condanne cricca Palermo
4 luglio 2018

Dodici anni e 6 mesi di carcere, per un ex consigliere comunale di Palermo accusato di avere comprato voti al prezzo di 5 euro ciascuno: li ha chiesti per Giuseppe Bevilacqua il pm Amelia Luise, alla quinta sezione del Tribunale. Nel processo, denominato “Agora’”, sono imputate in tutto 22 persone, coinvolte in un giro di corruzione elettorale che sarebbe sfociato anche nella malversazione di beni destinati ai poveri e utilizzati dalla presunta cricca per condizionare il voto: questa la ricostruzione che il rappresentante dell’accusa ha fatto al collegio presieduto da Donatella Puleo.

Gia’ condannato a sei mesi, in abbreviato, l’ex deputato regionale siciliano Roberto Clemente, oggi il pm Luise ha chiesto due anni per gli altri ex componenti dell’Assemblea regionale, Nino Dina e Franco Mineo. I fatti sarebbero avvenuti in occasione delle elezioni per i rinnovi del Consiglio comunale del capoluogo siciliano e dell’Ars, tra maggio e ottobre 2012. Per comprare i voti sarebbero stati usati anche i generi alimentari del “Banco opere di carita’”, con i classici pacchi di pasta. Interessati al voto anche i mafiosi di San Lorenzo e Tommaso Natale. Le altre richieste sono di 6 anni per Anna Brigida Ragusa, compagna di Bevilacqua; 5 per Pietra Romano, 4 e 6 mesi per Natale Giuseppe Gambino, figlio di un boss mafioso, 4 a testa per Giuseppe Antonio Enea e Giusto Chiaracane; 3 per Agostino Melodia, 2 e 2 mesi per Vincenzo Di Trapani, 2 per Domenico Noto e Salvatore Ragusa, un anno e due mesi per Salvatore Zagone.

Pene relativamente contenute per una serie di altri imputati: la richiesta e’ di un anno per Carmelo Carramusa, Salvatore Cavallaro, Pietro Cosenza, Onofrio Donzelli, Enzo Fantauzzo, Giuseppa Genna, Salvatore Machi’ e Ferdinando Vitale. Il tribunale di Palermo oggi ha escluso tre parti civili dal processo per voto di scambio: i legali di Comune, Libero Consorzio di Comuni (la ex Provincia di Palermo) e Banco delle Opere di carita’ non si sono presentati a discutere e sono stati dichiarati decaduti dal collegio presieduto da Donatella Puleo, che ha deciso di far proseguire, alla prossima udienza, con la discussione dei difensori degli imputati.

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