Crisi di governo affonda la Borsa, spread sfonda i 240 punti

Crisi di governo affonda la Borsa, spread sfonda i 240 punti
Operatori finanziari della borsa valori
10 agosto 2019

La crisi di governo affonda Piazza Affari e innesca l’aumento dello spread tra Btp e Bund tedeschi, arrivato a sfondare quota 240 punti base. Il Tesoro ha comunque fatto il pieno all’asta dei Bot collocando 6,5 miliardi di titoli a un anno con rendimenti in salita allo 0,107% e una domanda che ha superato di 1,44 volte l’offerta. Al termine di una giornata sempre negativa, e in attesa che in serata arrivi il giudizio di Fitch sull’Italia, il Ftse Mib finale si e’ assestato a quota 20.324 punti, in ribasso del 2,48%, mentre l’All Share ha ceduto il 2,55%. Profondo rosso per i titoli bancari, piu’ volte finiti in asta di volatilita’ nel corso della sessione. Unicredit ha lasciato sul terreno il 5,13%, Ubi l’8,42%, Banco Bpm il 9,12%, Bper il 7%.

Tra gli altri finanziari, Generali -2,71%, Poste -6,68%. Tonfo anche per Telecom Italia con un -5,85%. Ha fatto eccezione in un mare di segni meno, il titolo Atlantia che ha guadagnato il 2,94% con la crisi di governo che sembra allontanare la possibilita’, cara alla componente grillina, di una revoca delle concessioni autostradali alla societa’ della famiglia Benetton. Il differenziale tra Btp e Bund tedeschi si e’ allargato di circa 30 punti nelle ultime 24 ore chiudendo a 241 punti, contro i 232 punti dell’apertura. Il rendimento del decennale e’ salito all’1,84%, ai massimi da inizio luglio. Chiusura in rosso per tutti i listini europei sulla scia di Wall Street che procede in negativo dopo le parole di Donald Trump.

Il presidente Usa ha annunciato di non essere “pronto a firmare un accordo” con la Cina paventando la possibilita’ che sia annullato il nuovo round di negoziati a settembre. Trump e’ tornato inoltre a incalzare la Fed accusandola di ammanettare l’economia Usa e invitandola a tagliare i tassi di un punto. Parole che hanno fatto scivolare la borsa americana e innescato nuove vendite in Europa. Il Cac 40 di Parigi ha lasciato sul terreno l’1,11% a 5.327,92 punti, il Dax 30 di Francoforte e’ arretrato dell’1,39% a 11.680,77 punti e l’Ftse 100 di Londra ha perso lo 0,44% a 7.253,85 punti. Una giornata, quella italiana, scandita non solo dall’attenzione per gli sviluppi politici ma anche dall’attesa per il giudizio di Fitch. Il verdetto arrivera’ questa sera a mercati chiusi.

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Lo scorso febbraio l’agenzia di rating aveva mantenuto invariato il rating BBB lasciando l’outlook negativo. In quell’occasione era stato evitato il downgrade per i conti del nostro Paese, anche se l’agenzia di Washington non era andata per il sottile mettendo in evidenza l’elevato indebitamento e la debolezza del sistema bancario, a dispetto dello smaltimento dei crediti deteriorati. Di fatto chiedendo dunque un cambio di passo. Il giudizio di oggi e’ percio’ particolarmente atteso, anche alla luce dell’apertura della crisi di governo. Nei prossimi mesi in calendario altre tre revisioni per l’Italia: il 6 settembre il giudizio di Moody’s, il 25 ottobre di Standard and Poor’s e il 15 novembre di Dbrs.

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