“Stato d’ebbrezza”, la Inaudi protagonista, da Cannes a Los Angeles

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14 maggio 2018

E’ stato presentato all’Italian Pavillion del festival di Cannes il film “Stato di ebbrezza”, diretto da Luca Biglione, con protagonista Francesca Inaudi, nei cinema dal 24 maggio. L’attrice interpreta una cabarettista di successo la cui vita viene stravolta all’improvviso da un dramma familiare. La ritroviamo qualche anno dopo completamente dipendente dall’alcol. Quando entra in una struttura di riabilitazione si trova a contatto con altri pazienti affetti dalle più svariate dipendenze e turbe psichiche e ad una realtà multicolore, dai risvolti tragicomici. “La vita nei suoi momenti più drammatici, lo sappiamo tutti, spesso anche quando si perde una persona quanto si ride dopo che il funerale è avvenuto, oppure nei momenti drammatici della nostra vita quanto invece se uno si guarda da fuori scoppia una risata. Dentro il dramma c’è sempre, per umana natura, una risata”, dice Inaudi. Questo film trae spunto dalla vera storia di Maria Rossi, la cui carriera artistica si interruppe in piena ascesa a causa dei suoi problemi di dipendenza.

Inaudi è stata attratta da un particolare aspetto di questa vicenda: “L’idea che la guarigione arriva nel momento in cui ci si apre all’altro, cioè nel momento in cui c’è uno specchiarsi nell’altro e rendersi conto che l’altro ha gli stessi dolori tuoi, le stesse sofferenze tue, magari non gli stessi traumi ma lo stesso modo di affrontarli, quindi attraverso si attiva o si avvia il processo di guarigione. Quindi la consapevolezza che non si è da soli”. La carriera di Inaudi, dopo Cannes, prosegue tra tv, teatro e cinema, tra l’Italia e la California: “Ho appena finito di girare la terza serie di ‘Una pallottola nel cuore’, con il grande maestro Gigi Proietti, poi quest’estate debutto con un monologo in teatro, che si chiama ‘Preziosa’ per la regia di Luca De Bei, poi vedremo, ancora forse riprenderò la tournée de ‘La vedova scaltra’. Ci sono un po’ di progetti ma c’è anche l’intento di rimanere un po’ negli Stati Uniti per magari avere un tempo un po’ più lungo, perché visto che da quando mi sono trasferita a Los Angeles lavoro tantissimo ovviamente in Italia. Prima o poi, sai, se son rose fioriranno e io aspetto, semino… So seminare e aspettare il raccolto, quindi prima o poi capirò che cosa sto facendo”.

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