Direzione Pd, si tenta (impossibile) mediazione

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3 maggio 2018

Il Pd al Nazareno, a Roma, nella direzione nazionale del 3 maggio, è alla ricerca di una soluzione unitaria riguardo alla posizione da prendere nei confronti del governo “in fieri”: restare fermamente all’opposizione, come vorrebbe Renzi, oppure provare a tendere la mano ai 5 stelle per cercare di dare un esecutivo al Paese. Ipotesi, questa, che sembra ormai comunque tramontata viste anche le recenti esternazioni di Luigi Di Maio che, mentre continua a beccarsi a distanza con il leader del centrodestra Matteo Salvini, parla già di nuove elezioni nell’impossibilità di un’intesa con i dem. Atteggiamento che ha spinto anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella a indire per lunedì 7 maggio un nuovo – ennesimo – giro di consultazioni, in un’unica giornata, per verificare se i partiti abbiano altre prospettive di maggioranza di governo. Salvini, dal canto suo si autocandida parlando per HasHtag: #andiamoagovernare oppure #sitornaavotare” scrive su Twitter. Mentre il reggente del Pd, Maurizio Martina dice stop a liste di proscrizione e chiude al M5s e Centrodestra ribadendo: “Nessuno nel Pd ha mai posto la questione di sostenere un governo Di Maio ma bisogna anche dire che non è pensabile sostenere in qualche modo un governo di centrodestra”. Dai suoi colleghi di partito, in ogni caso, arriva pressoché unanime la conferma di fiducia alla sua reggenza almeno fino al congresso. Insomma il caos resta, il governo manca… sul Quirinale sventola bandiera bianca?

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