Il divario retributivo, i cittadini e i loro leader politici

Il divario retributivo, i cittadini e i loro leader politici
11 febbraio 2019

Il divario retributivo è un tema che negli anni si è fatto sempre più sentire nel dibattito pubblico e politico, non solo in Italia, ma un po’ in tutto il mondo occidentale. Un documento della Direzione di Giustizia della Commissione Europea di alcuni anni fa, ha messo nero su bianco il divario retributivo di genere all’interno dell’Unione Europea, facendo notare come il problema sia largamente diffuso. Secondo i dati Eurostat infatti, le donne guadagnano in media il 17% in meno degli uomini con punte che giungono quasi al 31%. Slovenia, Italia e Malta sono gli stati virtuosi in questa classifica.

Il divario retributivo, come ha messo in luce un’altra pubblicazione dell’Unione Europea dal titolo “Social cohesion and well-being in Europe”, ovvero Coesione sociale e benessere in Europa, genera anche esclusione sociale in quei nuclei familiari dove il reddito è estremamente basso. La ricerca fa notare come i Paesi europei con i maggiori problemi macro economici, siano anche quelli dove l’esclusione sociale è più alta, ovvero Grecia, Cipro e Bulgaria.

Numerosi cittadini, poi, si dimostrano contrari agli stipendi accordati ai politici: in questo caso il fenomeno è diverso per ogni Paese, perché dietro alti stipendi ci sono motivazioni culturalmente differenti, in alcuni casi sorprendenti come in Oceania. In Australia, infatti, il Primo ministro Scott Morrison guadagna 464.973 euro annui ponendosi in cima alla graduatoria dei capi di stato più pagati dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico). Gli alti stipendi offerti ai politici australiani hanno una motivazione qualitativa, si vuole così incentivare la candidatura di persone con un alto profilo.

Disparità tra lo stipendio medio e quello dei politici internazionali

Risulta interessante il paragone tra lo stipendio medio dei lavoratori e i rispettivi capi di governo. Una speciale classifica che riportiamo di seguito, mostra il divario tra quanto percepito dai leader politici e i cittadini. La graduatoria fa riferimento agli stipendi medi di ciascun Paese e non possono essere paragonati ad altre nazioni. Lo stipendio messicano di un operaio, di un avvocato o di un professionista dei broker di forex, ad esempio, non può essere paragonato ai corrispondenti salari italiani.

Entrando nel dettaglio della classifica, si nota come sia il Messico lo stato a presentare la disparità maggiore tra lo stipendio del Presidente e quello dei cittadini comuni, che risulta essere quasi  11 volte più alto (10,89). Segue il leader politico australiano (10,14 volte) e il primo ministro della Nuova Zelanda, Jacinda Ardern.

Gli stipendi dei parlamentari italiani

In Italia da quasi un decennio è in atto un tentativo di riduzione degli stipendi dei parlamentari, percepiti dagli italiani come eccessivi rispetto al ruolo svolto. Nel 2012 il Senato ha approvato i primi tagli all’indennità dei senatori, a cui sono seguiti altri tentativi mai pienamente riusciti.

L’attuale governo in carica, però, ha annunciato che nel 2019 verrà approvata una legge che taglierà “gli stipendi a tutti i parlamentari della Repubblica”, per togliere, a detta del Ministro del Lavoro, una serie di diritti di cui i deputati e senatori non avrebbero mai dovuto godere.

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