Domenica referendum per salvare le corna delle mucche

Domenica referendum per salvare le corna delle mucche
Armin Capaul
22 novembre 2018

Domenica prossima, la mucca con le corna sarà al centro di un referendum in Svizzera. Gli elettori della Confederazione elvetica dovranno in effetti pronunciarsi sull’iniziativa popolare “per la dignità degli animali da reddito agricolo” che, se vincente, prevede l’assegnazione di sovvenzioni extra agli allevatori che rifiuteranno di tagliare le corna al bestiame. Tutto è partito da un animalista, Armin Capaul, che vive con la famiglia e le sue vacche in una piccola valle vicino a Moutier.

“Parlo sempre con le mie mucche nella stalla”, ha raccontato all’Afp. “Mi hanno chiesto se potevo fare qualcosa per aiutarle a tenersi le corna e mi sono detto che avevano ragione, che in una maniera o in un’altra, qualcuno doveva fare qualcosa”. La sua crociata comincia nel 2010 quando suggerisce via email ai funzionari dell’Ufficio federale per l’agricoltura di iscrivere la preservazione delle corna nel programma per il benessere del bestiame. “Mi hanno riso in faccia”, ricorda. Dopo nuovo lettere rimaste senza risposta ai due rami del Parlamento svizzero, decide di lanciare una “iniziativa” per raccogliere almeno 100.000 firme in 18 mesi come prescrive la legge elvetica sulla democrazia diretta. Armin Capaul riesce nell’intento e raccoglie 119.626 firme, raggiungendo i requisiti per organizzare un referendum.

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“Le corna fanno parte della mucca, non abbiamo nessun diritto di modificare l’aspetto fisico di questi animali”, sostiene l’animalista. E se la sua iniziativa chiede sovvenzioni per gli agricoltori, è per “adattare le stalle alle mucche” e non il contrario, con l’obiettivo di garantire la loro sicurezza e quella dell’allevatore. “In Svizzera, il 10% delle mucche ha ancora le corna e sono queste che intendo salvare”. Il governo svizzero si è pronunciato contro l’iniziativa. “Non esiste nessuno studio che afferma che le mucche senza corna sono meno felici”. “Allevare animali con le corna è una decisione imprenditoriale che dipende unicamente dagli agricoltori”, afferma mentre la principale organizzazione agricola del Paese, l’Unione contadina svizzera, ha “deciso di lasciare libertà di voto”. Secondo gli ultimi sondaggi di metà novembre, gli svizzeri sono indecisi. Stando ad una inchiesta del gruppo di media svizzero Tamedia, il referendum sarebbe perdente al 52% (contro il 45% per il si), mentre per l’istituto gfs.bern, si e no sarebbero testa a testa.

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