Donate alla Discoteca di Stato 3.000 canzoni storiche napoletane

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24 settembre 2018

Con una conferenza stampa cantata Mauro Gioia ha presentato l’acquisizione del suo Fondo di incisioni storiche di canzoni napoletane da parte della Direzione generale per le biblioteche e gli istituti culturali, tramite l’Istituto Centrale per i Beni sonori ed Audiovisivi, ovvero la ex Discoteca di Stato, ente pubblico nato nel 1928. “Ci sono le primissime incisioni mai fatte, che sono i dischi Berliner, dalla fine dell’800 fino al 1901-1902, che sono le pietre miliari della fondazione della discografia”, ha spiegato Mauro Gioia.

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“A partire di lì, ho iniziato a raccogliere grandissime voci, come Gennaro Pasquariello, Elvira Donnarumma, i dischi napoletani fatti da Ettore Petrolini, tutti cantanti che affascinavano il mio immaginario e che cercavo così di preservare nella memoria delle generazioni future”, ha aggiunto. Il Fondo consiste in una banca dati di oltre 3.000 registrazioni discografiche storiche di musica napoletana provenienti da rari dischi a 78 giri, per la maggior parte incisi nel periodo acustico, in pratica durante il primo quarto del XX secolo.

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“Le primissime sono del 1899 e arrivano fino alla fine del periodo acustico, 1924. Poi ci sono anche alcune registrazioni elettriche, quindi dopo l’invenzione del microfono, fatte negli Stati Uniti da cantanti italo-americani di prima generazione, cioè sbarcati come migranti lì, che portavano il repertorio napoletano negli States per i migranti”, ha ricordato. La raccolta sonora è destinata ad essere diffusa attraverso il Portale della canzone italiana (www.canzoneitaliana.it), realizzato dall’Istituto centrale grazie al finanziamento di ALES S.p.A. Presenti all’evento anche Renzo Arbore e Marisa Laurito, che si sono prestati a un simpatico siparietto.

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