Draghi affonda i gialloverdi: troppe chiacchiere e pochi fatti

Draghi affonda i gialloverdi: troppe chiacchiere e pochi fatti
Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi
14 settembre 2018

Molteplici richiami all’Italia dalle massime autorità economiche dell’Unione europea sullo spinoso nodo della manovra. Il primo, ieri in mattinata, è giunto dal Commissario responsabile degli Affari economici, il francese Pierre Moscovici, che ha inquadrato il Belpaese come “un problema” nella zona euro, principalmente a causa del suo elevato debito pubblico che richiede una manovra “credibile”. Il secondo, non meno pesante, è arrivato nel primo pomeriggio dal presidente della Bce, Mario Draghi, che ha avvertito come dopo i ripetuti cambiamenti retorici della politica negli ultimi mesi – con parole che hanno già “fatto alcuni danni” – ora “stiamo aspettando i fatti, e si vedranno nella legge di Bilancio”.

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Contemporaneamente a Roma è intervenuto un altro commissario europeo, il tedesco Gunter Oettinger, titolare del Bilancio Ue e protagonista alcuni mesi fa di accese polemiche (poi rientrate dopo una parziale rettifica delle frasi che gli erano state attribuite da un quotidiano) sulle presunte “lezioni” che i mercati stavano dando agli elettori italiani. Forse memore della vicenda ha usato toni felpati: ha riconosciuto che le decisioni su come delineare il Bilancio spettano a governo e Parlamento italiani, ma durante una audizione alla Camera ha anche ricordato che “l’Italia, ma così la Francia e la Germania, ha bisogno della fiducia di imprese, banche e cittadini che acquistano il debito del paese”.

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Draghi invece è stato interpellato sulla Penisola nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo della Bce. “In Italia le parole nell’ultimo mese sono cambiate spesso, ora – ha detto – stiamo aspettando i fatti e i fatti si vedranno nella legge di Bilancio, dobbiamo vedere e poi risparmiatori e mercati daranno il loro giudizio”. “Ovviamente le parole hanno fatto alcuni danni, i tassi sono saliti per imprese e famiglie – ha detto ancora Draghi -. Tutto questo però non ha creato grande ripercussioni su altri Paesi dell’area euro: resta prevalentemente un episodio italiano. Detto ciò – ha però voluto concludere il capo della Bce – dobbiamo essere consapevoli che il presidente del Consiglio italiano, il ministro dell’Economia e il ministro degli Esteri hanno detto tutti che l’Italia rispetterà le regole. Ci atteniamo a quanto hanno detto”. Moscovici invece aveva precedentemente parlato durante una conferenza stampa a Parigi.

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“C’è un problema che è l’Italia” nell’area euro, ha affermato. “E’ proprio sull’Italia che voglio innanzitutto concentrarmi. L’Italia ha bisogno di riforme dell’economia. Non sarà fermando le riforme e facendo ripartire la stampa di banconote che si salverà. La crescita è nella parte bassa della forchetta della zona euro e il problema più pesante è quello del deficit di produttività”. Inoltre “la riduzione del debito è molto importante per l’Italia”, perché secondo Moscovici “non può vivere con un debito al 130 per cento” del Pil. “C’è una tesi che è una menzogna: che è quella che si può investire di più facendo più deficit. Non è vero – ha avvertito l’eurocommissario – salirebbe il debito e si ridurrebbe la capacità di investire”. Per questo, Moscovici ha detto di attendersi un bilancio che sia “credibile a livello nominale, non faccio cifre, e che sia credibile anche sullo sforzo strutturale effettuato. Serve uno sforzo strutturale significativo”.

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