Due pazienti su tre cercano cure sul web

Due pazienti su tre cercano cure sul web
26 ottobre 2019

Dal bicarbonato di sodio alla ‘urinoterapia’, attenzione alle bufale spacciate come cure miracolose contro i tumori. A rilanciare l’allerta sono gli oncologi, riuniti a Roma per il XXI Congresso nazionale dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom). Gli utenti del web sono, infatti, sempre piu’ alla ricerca di informazioni sulle cosiddette “cure alternative” contro il cancro. Due pazienti (o familiari) su tre, colpiti da una neoplasia, consultano internet alla ricerca di metodi “non ufficiali” per vincere il cancro. Per fortuna, rilevano gli esperti, solo una minoranza si rivolge poi a santoni e ciarlatani, con gravi rischi per la salute.

La malattia puo’, infatti, evolvere sfavorevolmente a causa del mancato ricorso a terapie efficaci e approvate dagli enti regolatori. Dagli oncologi dell’Aiom arriva dunque un messaggio forte e chiaro: “Attenzione alla pericolosita’ di alcune scelte: non esistono terapie oncologiche miracolose. E’ invece indispensabile seguire sempre e solo le indicazioni terapeutiche degli specialisti”. Per questo, Fondazione Aiom da un anno e mezzo ha aperto un portale anti fake news (tumoremaeveroche.it). “Oltre il 5% dell’intera popolazione italiana e’ stata colpita da una forma di cancro – sottolinea Fabrizio Nicolis, presidente di Fondazione Aiom – ed i numeri sono in crescita. Il web, per i pazienti, e’ un ‘luogo’ dove ancora troppo spesso si trovano notizie assolutamente false e prive di ogni fondamento scientifico”.

Cosi’, “sono oltre 400 le bufale che si possono leggere on line e che riguardano i tumori – aggiunge Massimo Di Maio, Coordinatore del comitato scientifico del progetto ‘Tumore, ma e’ vero che?’ -. Molte di queste riguardano terapie farlocche, che in realta’ sono dei rimedi inutili, potenzialmente tossici e non in grado di contrastare efficacemente le neoplasie. Ad esempio, sono spacciate per ‘cure’ miracolose la fosfoetanolammina sintetica, il bicarbonato di sodio, l’acqua di Alessiani o l’urinoterapia. Al contrario, grazie a studi condotti rigorosamente, la ricerca medica ha permesso, negli ultimi anni, di ottenere importantissimi risultati in termini di sopravvivenza in molte diverse forme di cancro. Le fake news possono essere molte pericolose e compromettere seriamente la salute dei pazienti”. “Chi sta affrontando un’esperienza di vita difficile come un tumore – conclude Claudia Santangelo, presidente dell’Associazione di pazienti ‘Vivere senza stomaco (si puo’!)’ -. e’ piu’ esposto al rischio di essere vittima della disinformazione. E’, quindi, fondamentale avere sempre a disposizione notizie certificate e supportate da fonti scientifiche”.

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