Elezioni midterm, gli altri voti: sì a tassa tech, diritti transgender

Elezioni midterm, gli altri voti: sì a tassa tech, diritti transgender
Elezioni a medio termine: candidati transgender, musulmani e minoritari
7 novembre 2018

Se tutta l’attenzione per il voto di midterm è stata sulle elezioni delle camere del Congresso, dei governatori e delle assemblee statali, gli americani ieri hanno votato anche su alcuni temi locali importantissimi per la vita di tutti i giorni. In Florida, gli abitanti che sono stati in carcere hanno riavuto il diritto di voto, a San Francisco è stata approvata una controversa tassa sulle imprese per aiutare i senzatetto, ma si è votato anche su aborto, marijuana e diritti dei transgender.

Leggi anche:
Berlusconi, il 27 ultimo atto a Strasburgo. Si profila ok a rinuncia a ricorso

Gli elettori di San Francisco si sono espressi in favore della Proposition C, una misura controversa che secondo i suoi sostenitori aiuta a risolvere la crisi dei senzatetto. Porterà nelle casse della città 250-300 milioni di dollari in più ogni anno da 400 delle maggiori imprese che vi hanno sede, destinati specificamente a risolvere il problema degli almeno settemila senzatetto. Naturalmente la tassa è stata vista come un’imposizione sui colossi tech che dominano quell’angolo di mondo, aziende che sono spesso accusate di far salire il costo della vita, buttando per strada le persone.

C è stato Marc Benioff, carismatico numero uno di Salesforce, una società tra quelle che saranno tassate. Benioff, che si ritiene abbia ambizioni politiche proprie, ha contribuito alla campagna con un milione di dollari. I contrari comprendevano il numero uno di Twitter Jack Dorsey, che proprio su Twitter ha tenuto un dibattito pubblicissimo con Benioff sui meriti e demeriti delle proposta. Forse a sorpresa uno dei più feroci critici della proposta è stata la sindaca di San Francisco London Breed, che ha sostenuto che se i fondi per i senzatetto disponibili sono male contabilizzati non serve raccoglierne altri. Ma la proposta è stata approvata. Il denaro servirà a finanziare affitti agevolati, misure igieniche e altro. Non risolverà di colpo il problema dei senzatetto, ma è un inizio.

Leggi anche:
Berlusconi "vede" caduta governo. Ma Fi lo frena su "responsabili"

Il voto sull’aborto Iniziative che secondo i gruppi per i diritti civili potevano ostacolare il diritto all’aborto erano oggetto di voto in Alabama, Oregon e West Virginia. Gli elettori di Alabama e West Virginia hanno approvato emendamenti alle loro costituzioni statali che possono limitare l’accesso delle donne all’aborto. Con la maggior parte dei voti scrutinati, gli elettori dell’Alabama hanno approvato con un chiaro margine un emendamento che vincola la politica dello Stato a “riconoscere e sostenere la santità della vita prenatale e i diritti dei bambini non nati”.

In West Virginia, con un margine più ristretto, gli elettori hanno approvato un emendamento che afferma che “nulla in questa costituzione protegge o tutela il diritto all’aborto o al finanziamento dell’aborto”. La misura impedisce l’uso di fondi federali per gli aborti e potrebbe avere un impatto sulle donne a basso reddito. Gli elettori dell’Oregon sembrano aver respinto una misura simile per limitare il finanziamento statale dell’aborto, secondo i dati preliminari. Gruppi per i diritti delle donne affermano che le misure approvate dall’Alabama e dal West Virginia potrebbero condurre al divieto di aborto se la Corte Suprema a maggioranza conservatrice rovescerà la sentenza del 1973 che legalizzò l’aborto.

Leggi anche:
CopenHill, il termovalorizzatore con pista da sci di Copenhagen

Circa 1,2 milioni di cittadini americani abitanti in Florida, che hanno scontato pene in carcere, hanno riconquistato il diritto di voto grazie all’approvazione di un emendamento alla costituzione dello stato nel referendum che ha affiancato il voto di midterm. L’Amendment 4 ha ricevuto il 65% dei voti, secondo il Miami Herald, modificando un dettato costituzionale vecchio di 150 anni. Fino a oggi la Florida era uno dei quattro stati Usa che revocava in via automatica e permanente il diritto di voto a chi era condannato per un reato penale. Gli ex detenuti del Florida dovevano aspettare cinque anni e poi fare appello alla clemenza del governatore.

Rick Scott ha restituito il diritto di voto solo a duemila persone. Negli Usa un patchwork di leggi locali influisce sul diritto di voto dei detenuti. Secondo il Brennan Center for Justice sei milioni di americani non possono votare a causa della loro fedina penale. In Florida, le norme contro il voto degli ex detenuti risalgono a 150 anni fa e avevano l’obiettivo originario di impedire il voto degli afroamericani. I diritti dei transgender Gli elettori del Massachusetts hanno approvato una misura che protegge i diritti dei transgender e delle persone di genere non binario, il primo stato Usa a farlo. Hanno confermato una legge, firmata nel 2016, che proibisce le discriminazioni di genere nei luoghi pubblici.

Leggi anche:
L'Ue boccia manovra, l'Ocse taglia stime Pil. E sabato Conte incontra Juncker

Gli elettori di quattro Stati sono stati consultati sulla legalizzazione della cannabis, a uso ricreativo in Michigan e North Dakota, a uso medico in Utah e Missouri. Non tutti i voti sono stati contati, ma pare che il North Dakota si sia espresso contro la legalizzazione. Se invece il risultato sarà confermato, il Michigan diventerà il primo stato del Midwest Usa dove gli adulti di età superiore a 21 anni potranno detenere o coltivare modiche quantità di marijuana. Sulle vendite della droga si applicherà un’imposta del 10%. In Utah le farmacie private potranno vendere cannabis a persone con alcune malattie, mentre in Missouri i pazienti potranno coltivare la loro cannabis a uso medico. Ora 31 stati Usa hanno legalizzato la cannabis a uso medico, nove a uso ricreativo.

Segui ilfogliettone.it su facebook

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@ilfogliettone.it



Commenti