Elezioni in Sicilia, caccia al voto tra sondaggi e sentenze

Elezioni in Sicilia, caccia al voto tra sondaggi e sentenze
Palazzo d'Orleans, sede del governo siciliano
20 settembre 2017

I sondaggi, in Sicilia, continuano a premiare il centrodestra in vista delle elezioni regionali del 5 novembre. Tra giochi delle parti e sentenze di Tribunali, i partiti sono a caccia di voti in un’Isola dove crisi economica e disoccupazione regnano perennemente in cima alle classifiche. Temi, oggi più che mai, accantonati da una politica impegnata in una competizione elettorale che sarà determinante non solo per il futuro della Sicilia, in quanto – come detto più volte – l’esito delle urne traccerà pure la strada per le Politiche. Finanche il parlamento siciliano, ha chiuso i battenti. E così via con i sondaggi. L’ultimo è dell’Istituto Piepoli, secondo il quale, il candidato a governatore del centrodestra, Musumeci, avrebbe il 42 per cento dei consensi. Seguono i candidati della sinistra, Fava, e dei Cinquestelle, Cancelleri, al 25% a pari merito. Ultimo, l’uomo del centrosinistra, Micari, solo all’8 per cento. L’elaborato indica anche l’affluenza alle urne che, sempre secondo Piepoli, sarebbe del 51 per cento che sommato agli “incerti” arriverebbe al 77 per cento. Intanto, si fa sempre più agguerrita la campagna elettorale. I cambi di casacca sono all’ordine del giorno. Ogni deputato regionale uscente, e non solo, è alla ricerca di una cavallo vincente che possa riportarlo all’Assemblea regionale, che, a causa della spending review, a novembre accoglierà 70 e non più 90 deputati. Sul fronte politico, il ‘centro’ in Sicilia si continua a sciogliere come neve al sole. Alfano è sempre più solo. Nelle ultime quarantott’ore Ap ha perso altri tre deputati regionali, passati a Forza Italia. Il gruppo all’Ars degli alfaniani contava oltre dieci deputati a inizio della legislatura, ora ne ha soltanto da quattro. Stessa sorte sta vivendo Casini con la sua Udc, o quello che ne rimane. Infatti, il gruppo dei centristi all’Ars è passato da undici deputati a quattro. Gongolano Micciché e Cesa che si vedono ingrassare le proprie fila. Non solo politica, in questa campagna elettorale. Infatti, mai come ora, una competizione è stata caratterizzata da azzeccagarbugli, firme false e sentenze. Protagonisti assoluti i Cinquestelle a cui s’è abbattuta un’altra tegola giudiziaria. Il Tribunale di Palermo, per “regole violate”, ha sospeso le ‘Regionarie’ del M5s che a luglio hanno incoronato Cancelleri candidato presidente della Regione Siciliana. Ma il grillino tira dritto per la poltrona di governatore della Sicilia. Poi si vedrà.

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