Emmanuel Macron, la (non) intervista di Fazio al presidente francese

Emmanuel Macron, la (non) intervista di Fazio al presidente francese
Emmanuel Macron
4 marzo 2019

Emmanuel Macron lancia segnali di pace. E, attraverso le telecamere della Rai, dall’Eliseo si rivolge agli italiani evidenziando che “il cuore va al di là degli ostacoli”. Come dire, “c’è stato un malinteso, ci sono state alcune affermazioni eccessive, ma queste peripezie non sono gravi, bisogna andare oltre”. Più che un’intervista, quella di Fabio Fazio, è apparso un microfono aperto a beneficio del più giovane presidente della Francia anche in vista delle prossime Europee. Nessuna traccia di politica economica europea, Brexit neanche a parlarne, figuriamoci aprire il capitolo del neocolonialismo o del franco Cfa, la moneta collegata al Tesoro francese e diffusa in molti Paesi africani. Solo microfono aperto, per far annunciare a Macron che “il 2 maggio insieme al presidente Sergio Mattarella, saremo insieme a Parigi per il cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo”.

Messaggio chiaro e forte per il governo gialloverde con cui, sembra dire Macron, non ho nulla a che fare, io tratto solo con il Capo dello Stato. Microfono aperto per far puntellare che la Tav “si deve fare”. “Sono stati fatti molti lavori, molte analisi – ha sottolineato il capo dell’Eliseo – è una cosa molto importante per le regioni transfrontaliere, è stata la scelta dei nostri predecessori e noi l’abbiamo confermata”. Fazio è apparso più un ascoltatore che un intervistatore. E così Macron è andato a ruota libera parlando di teatro e in particolare di Eduardo De Filippo “che ha un posto speciale nella mia vita”, avendo incontrato l’attuale moglie Brigitte in occasione di una rappresentazione teatrale. Microfono aperto per ben far capire all’Italia (e non solo) il “peso” di Parigi nell’Ue. “Tra Francia e Germania, quando c’è un malinteso, il peggio è possibile – ha detto Macron -, l’Europa non ne guadagna, quindi devo garantire un minimo di concordia con i tedeschi”.

Inevitabile l’annosa questione dell’immigrazione, “in particolare quella che viene dalle coste africane, che è stata troppo consistente e per la quale a volte non c’è stata abbastanza solidarietà da parte dell’Europa”. Tuttavia, bisogna guardare avanti. “C’è bisogno di un’Europa più forte anche se bisogna riconoscere l’urgenza della richiesta di personalità dei popoli – ha detto ancora Macron a un Fazio attento e appassionato -. Ma occorre ricostruire un’Europa più unita e piu’ forte. E’ il cuore della campagna che si apre. Alcuni difendono I nazionalismi, ma io mi battero’ con forza perche’ dobbiamo rispettare le identita’ dei popoli ma costruire un’Europa forte e sovrana”. Il capo dell’Eliseo è anche convinto che “antisemitismo e razzismo vogliono tradire la storia” e ciò “sono il sintomo del malessere della nostra civiltà, è l’odio verso l’altro”. Quindi, “dobbiamo lottare e prevenire le cause di questo odio”. Microfono aperto anche per dare la possibilità al giovane presidente francese di parlare del suo amore per Napoli e i riferimenti a Umberto Eco, Roberto Saviano, Altiero Spinelli. Un set anomalo, senza scrivanie e senza distanza tra i due protagonisti. Certamente ben studiato per rilanciare la simpatia di un presidente francese che ultimamente è stata bacchettata dai sondaggi.

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