Eni e Almaviva, governo Crocetta latitante. Sindacati: la Regione Sicilia assente vertenza indotto Gela

Eni e Almaviva, governo Crocetta latitante. Sindacati: la Regione Sicilia assente vertenza indotto Gela
22 marzo 2016

Eni e Almaviva, “catastrofi sociali2 per dirla con i sindacati e per le quali il governo Crocetta appare latitante. Il bilancio della Regione Sicilia potrebbe essere in parte falso, con le somme relative al capitolo di spesa della cassa integrazione in deroga inesistenti. Lo ipotizzano le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil di Caltanissetta affrontando la questione degli ammortizzatori sociali per i lavoratori dell’indotto Eni di Gela, che dopo un mese dalla firma dell’accordo di Roma, attendono ancora una apposita delibera del governo regionale. Vani si sono rivelati finora i numerosi solleciti inviati al governatore, Crocetta, dalle organizzazioni sindacali e dalla prefettura di Caltanissetta. “Il silenzio del governo Regionale – scrivono i sindacati in una nota – fa sorgere domande: per caso non esistono le somme stanziate da parte del governo regionale riferite agli ammortizzatori sociali? Se così fosse perché lo stesso governo non ha detto nulla durante la riunione del 24 Febbraio al ministero?”. Questa situazione, per Cgil, Cisl e Uil, vanifica lo sforzo del “sindacato nei confronti degli imprenditori di evitare i licenziamenti e percorrere la strada della cassa integrazione straordinaria o in deroga”, innescando tensioni sociali che “rischiano di compromettere l’ordine pubblico”. Ora, i sindacati confederali “pretendono dal governo una risposta chiara così da comprendere quale strada intraprendere per tutelare il reddito di centinaia di lavoratori”.

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Sul fronte Almaviva, invece, c’è si registrano le prime tensioni. Esplode la rabbia dei lavoratori di Palermo il giorno dopo la formalizzazione dell’avvio delle procedure di licenziamento per 1670 addetti solo nel capoluogo siciliano. Un doloroso processo di riorganizzazione deciso dal gigante italiano dei call center per fare fronte a perdite inarrestabili, ben 16 milioni solo nell’ultimo biennio, e che fissa una riduzione fino 2.990 unita’ di personale: oltre a Palermo, a Roma (920) e Napoli (400). Nel corso dei prossimi settantacinque giorni si svolgera’ il negoziato. Intanto, centinaia si sono riversati stamane in strada. Traffico in tilt. Gli operatori assediano la Regione, davanti alla Presidenza, in piazza Indipendenza, effettuando blocchi su strade e sui binari di una linea del tram, in viale Regione siciliana. I sindacati parlano di “catastrofe sociale”.

Ma la protesta dei lavoratori Almaviva non si ferma a Palermo. Ora si affidano anche all’arcivescovo-parroco. I lavoratori infatti parteciperanno alle celebrazioni del venerdi’ Santo, giorno dedicato alla rievocazione della Passione e della Via Crucis, alla cattedrale di Palermo per chiedere al vescovo Corrado Lorefice di sollecitare un forte intervento delle istituzioni. Previsti poi un gazebo permanente in via Ruggero Settimo da sabato mattina 26 marzo per coinvolgere la cittadinanza, e sit in davanti le sedi dei committenti Almaviva, giovedi’ 24 davanti Enel in via Autonomia siciliana, venerdi’ 25 davanti la sede Telecom e nello stesso giorno davanti la sede Wind a Palazzo Gamma, “per sensibilizzare i committenti e richiamarli alle loro responsabilita’”. I sindacati nazionali hanno chiesto anche un incontro al Mise. “Siamo di fronte ad una vertenza dell’enorme impatto sociale come quella di Termini Imerese, anzi i numeri in questi casi sono ancora piu’ allarmanti – commenta Daniela De Luca segretario Cisl Palermo Trapani – E’ giunto il momento di mettere in campo qualunque azione possibile, non possiamo consentire la perdita di nessun posto di lavoro, Regione e governo nazionale facciano ora cio’ che rinviano da troppo tempo mettendo ordine al settore, imponendo regole certe e punendo chi assegna appalti ad un prezzo che e’ al di sotto del costo del lavoro”.

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Il sindaco Leoluca Orlando parla di “dramma devastante”, paragonabile, secondo, altri, a quanto accaduto a Termini Imerese dopo l’addio di Fiat. “Nelle prossime ore valuteremo la legittimita’ dell’apertura delle procedure solo sui siti che registrano le perdite maggiori – afferma una lavoratrice, Eliana Puma, delle Rsu della Fistel Cisl – riteniamo inaccettabile penalizzare le sedi le cui difficolta’ dipendono principalmente dall’Azienda e dalle committenti. La Regione faccia presto a dichiarare lo stato di crisi per il settore in Sicilia e sollecitare al tavolo nazionale che si e’ insediato, tutte le misure annunciate”. “Non accetteremo la perdita di un solo posto di lavoro”, avevrte il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo. Per Giuseppe Tumminia della Uilcom e’ necessario che il governo regionale “intervenga subito sui committenti per evitare gare al massimo ribasso e garantire la sostenibilita’ dei costi dell’occupazione. Potrebbe, poi, utilizzare una parte dei dieci milioni destinati alla Formazione per avviare corsi anche per i lavoratori di Almaviva. E, infine, cercare e convincere nuovi imprenditori ad investire in un settore che in Sicilia e’ sempre in crescita, come Abramo Holding Spa e Bpo Comdata. Invece assistiamo solo al silenzio…”.

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