Esplode il MoVimento Cinque Stelle. Dissidenti: “Terrorismo psicologico”

Esplode il MoVimento Cinque Stelle. Dissidenti: “Terrorismo psicologico”
La senatrice Elena Fattori
15 novembre 2018

Ancora non hanno ricevuto alcuna notifica dai probiviri. Ma per i cinque dissidenti del MoVimento 5 stelle non sembra essere un problema. Come non lo sono stati gli avvertimenti del loro capo politico, Luigi Di Maio. Anzi, la senatrice Elena Fattori, per meglio far capire l’aria che tira all’interno dei Cinquestelle parla di “clima di terrorismo psicologico lontano da ogni forma di democrazia e condivisione”. Gli fa da sponda, il suo collega Gregorio De Falco, convinto che non ci sia “un rischio reale di espulsione perché non ho fatto nulla di male, ho semplicemente espresso un voto”.

D’altronde, l’ex capitano di fregata della Marina militare non pare tanto incline a “ubbidire”, essendo stato un comandante dai toni anche duri, come ricordiamo nella tragica notte sull’isola di Giglio. E così De Falco contrattacca, avvertendo Di Maio: “Ho ricevuto solidarietà da tantissimi militanti da tutta Italia, da quelli che si ricordano che una delle cinque stelle è l’ambiente”. Di Maio appare sempre più debole. Non sarà certo facile tenere ben saldo il comando di un esercito che si regge con le sole regole di uno statuto. Non a caso il movimento continua a manifestare sempre più segnali di insofferenza e una serie di mine vaganti pronte a esplodere. Eloquente il sottosegretario M5S Stefano Buffagni: “De Falco aveva detto ‘torna a bordo!’. Io gli dico: se non ti trovi, torna a casa”.

Nonostante non sia stato preso nessun provvedimento per i dissidenti, stando a indiscrezioni i vertici avrebbero già deciso per l’estromissione sia dal gruppo parlamentare che dal Movimento per De Falco. “Lui è sicuramente fuori”, viene spiegato da una fonte cinquestelle di primo piano. Alla senatrice Paola Nugnes potrebbe toccare una sospensione (dal gruppo e dal M5S). Si va verso una sospensione temporanea anche per gli altri tre dissidenti (Elena Fattori, Matteo Mantero e Virginia La Mura) che lo scorso 7 novembre hanno scelto di non partecipare al voto di fiducia al governo sul decreto Salvini. Ma una decisione definitiva, come detto, non è stata ancora presa.

Segui ilfogliettone.it su facebook

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@ilfogliettone.it



Commenti