Europee, quasi 100 milioni di elettori sono ancora indecisi su chi votare

Europee, quasi 100 milioni di elettori sono ancora indecisi su chi votare
17 aprile 2019

Manca poco più di un mese all’appuntamento con le urne, ma le elezioni europee – in un certo senso – hanno già il loro vincitore. Si tratta del “partito degli indecisi”, visto che ci sono quasi 100 milioni di cittadini che non sanno ancora per chi votare. A rivelarlo è un nuovo rapporto dell’European Council on Foreign Relations (Ecfr) – think tank paneuropeo fondato nell’ottobre 2007 – dal titolo “What Europeans really want: Five Myths Debunked” (Quello che gli europei vogliono davvero: cinque miti sfatati). La battaglia elettorale del prossimo mese, sostiene il rapporto, sarà combattuta su una serie di circoscrizioni e questioni.

L’immigrazione, che è il cavallo di battaglia degli antieuropeisti, si colloca al terzo posto nell’ordine delle preoccupazioni degli elettori in tutta l’Ue, alle spalle del fondamentalismo islamico e delle condizioni economiche nazionali, insieme con i timori per la crescita del nazionalismo in Europa. Secondo i dati raccolti in quattordici Stati membri, che rappresentano l’80 per cento dei seggi dell’Europarlamento, solo il 43 per cento intende votare mentre il 57 per cento è incerto sul da farsi. Tra quanti intendono votare, il 70 per cento non è ancora convinto da alcun partito. Il rapporto mostra come l’elettorato europeo si trovi in uno “stato volatile piuttosto che polarizzato”, afferma Mark Leonard, direttore di Ecfr. e che le “fasce di elettori si muovono fluidamente tra partiti di destra e di sinistra”. Il modo migliore per i partiti politici tradizionali di comprendere, mobilitare e riconquistare gli elettori è cogliere come essi vedano le istituzioni nazionali e comunitarie. E se reputano che il “sistema” sia funzionale ai loro interessi.

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Gli elettori europei possono essere suddivisi – secondo la ricerca – in quattro gruppi: “Credenti nel Sistema” (24 per cento in Europa, 9 per cento in Italia), “Pro-Europeisti dimenticati” (24 per cento in Europa, 22 per cento in Italia), “Gilet gialli” (38 per cento in Europa, 49 per cento in Italia) e “Nazionalisti euroscettici” (in Europa 14 per cento, in Italia il 20 per cento). Il rapporto sostiene, citando sondaggi paneuropei, che l’elettorato del Vecchio Continente è fluido con ben 97 milioni di elettori indecisi: non sfugge al trend l’Italia, dove ci potrebbe essere molta fluidità tra elettori 5Stelle e Lega. I quattro gruppi chiave di elettori sceglieranno agenti credibili di cambiamento sui temi che contano e anche questioni interne – come il fondamentalismo islamico, la corruzione, la salute e il tenore di vita – costituiranno i principali campi di battaglia elettorale.

Concentrandoci sull`Italia, gli elettori del Belpaese sono più preoccupati per l`emigrazione che per l`immigrazione. La disoccupazione costituisce inoltre la prima preoccupazione per la nazione e per tutti gli elettori (47 per cento), davanti a migrazione (32 per cento), debito pubblico (20) ed economia (16). Un sondaggio realizzato in quattordici stati membri dell’Ue, ha rivelato che esiste un mosaico regionale di preoccupazioni e interessi, piuttosto che una linea di demarcazione tra Ovest ed Est. Vi sono invece importanti differenze tra Nord e Sud. Quelle del mese prossimo potrebbero essere le prime elezioni del Parlamento europeo veramente transnazionali. Malgrado dinamiche nazionali considerate inevitabili e fisiologiche, questioni chiave a livello paneuropeo – come cambiamento climatico, minaccia del nazionalismo o capacità dell’Europa di contrastare gli Stati Uniti o la Cina – hanno maggior spazio nella coscienza pubblica.

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