Fabi lancia l’aut aut all’Abi sul contratto bancari: o dialogo o protesta

11 novembre 2014

“Non accettiamo il tentativo di Abi di utilizzare le difficoltà del momento del settore bancario italiano per tentare di smantellare l’attuale Contratto Nazionale, sostituendolo, di fatto, con contratti aziendali e di gruppo che creerebbero inevitabilmente trattamenti economici differenti da banca a banca”. Lo afferma Lando Maria Sileoni, segretario della Fabi, in occasione dell’assise di oggi a Roma sulla vertenza sul rinnovo del contratto degli oltre 309mila bancari italiani. “Se davvero l’Abi vuole, entro la fine dell’anno, condividere un nuovo Contratto di Lavoro – conclude il leader del sindacato – non può pensare che il confronto si svolga esclusivamente sulla sua piattaforma rivendicativa, presentata di fatto oggi alle organizzazioni Sindacali”. L’auspicio di Sileoni è “che dal prossimo incontro emerga la volontà di rispettare le richieste presentate dalle organizzazioni sindacali, a cominciare dal recupero dell’inflazione, quella pregressa, reale e attesa, per giungere, entro la fine dell’anno, a una sintesi politica tra le richieste dei lavoratori e quelle delle aziende”.

Il leader della Fabi Sicilia, Carmelo Raffa, puntualizza, invece, che il prossimo incontro, che si svolgerà mercoledì 13 novembre, “le rappresentanze sindacali verificheranno se sussistono le condizioni minime per proseguire la trattativa oppure chiamare a raccolta i 309 mila bancari per partecipare ad assemblee che saranno indette in tutte le aziende e subito dopo proclamare azioni di protesta incisive”.

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