Fig, nel 2014 uccisi nel mondo 118 giornalisti

Fig, nel 2014 uccisi nel mondo 118 giornalisti
31 dicembre 2014

Centodiciotto giornalisti e operatori dei media sono stati uccisi in tutto il mondo nel 2014, con il Pakistan e la Siria i paesi più letali. Ad annunciarlo, oggi, è la Federazione internazionale dei giornalisti (Fig). Secondo la Fig, oltre 13 giornalisti hanno trovato la morte perchè colpiti dal fuoco incrociato in zone di conflitto, mentre altri 17 sono morti in missione a causa di incidenti o di catastrofi naturali. La Federazione ha quindi rinnovato l’invito ai governi a “rendere la protezione dei giornalisti una loro priorità”. I giornalisti sono “presi di mira non solo per limitare la libera circolazione delle informazioni, ma sempre più come leva per garantire enormi concessioni politiche attraverso la violenza pura”, ha detto il presidente della Fig, Jim Boumelha.

Secondo Boumelha, alcuni organi d’informazione hanno smesso di inviare giornalisti nelle zone di guerra e si limitano ad utilizzare materiale proveniente da liberi professionisti sul posto, avvertendo che la copertura della guerra sarà “più povera per mancanza di testimoni indipendenti”. Il Pakistan, secondo i dati della Fig, è il paese più letale con 14 giornalisti uccisi, seguito da 12 morti in Siria e nove rispettivamente in Afghanistan e nei territori palestinesi. Otto i giornalisti uccisi in Iraq e in Ucraina, mentre sono stati sei i morti in Honduras e cinque in Messico. Le cifre Fig, che comprendono anche altro personale dei media, sono nettamente superiori a quelle indicate dal Comitato per la protezione dei giornalisti che, una settimana fa, ha affermato che sono 60 i giornalisti uccisi quest’anno. Reporter senza frontiere ha riferito il 16 dicembre di 66 vittime. (Fonte Afp)

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