Folla ai funerali di Luca, gli amici sfilano in moto per l’ultimo saluto. Anastasia non c’e’

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6 novembre 2019

Folla, fiori e commozione a Roma, nel quartiere Appio Latino, ai funerali di Luca Sacchi, il ragazzo di 24 anni ucciso con un colpo di pistola alla testa lo scorso 23 ottobre davanti al pub John Cabot mentre era con la fidanzata Anastasiya, in una vicenda su cui ancora si sta indagando. La famiglia aveva chiesto di poter vivere con la massima riservatezza la messa per l’addio a Luca. Presenti nella parrocchia del Santissimo Nome di Maria in via Centuripe, nella zona in cui abitava il giovane, la madre, il padre e il fratello del ragazzo. Fuori dalla chiesa gli amici di Luca gli hanno reso omaggio passando in fila con le moto, una delle sue passioni, davanti alla chiesa poco prima della cerimonia.

Nella chiesa del Santissimo Nome della Vergine Maria ci sono i parenti, gli amici motociclisti, i ragazzi della palestra e tanta gente comune per un ultimo saluto. A scortare il feretro di Luca all’interno della chiesa il padre accompagnato dai parenti piu’ stretti. Il feretro al suo arrivo era circondato da diversi mazzi di rose bianche. Poco prima della funzione, all’esterno della chiesa, il ricordo degli amici con cui Luca condivideva la passione della moto e che hanno sfilato a “tutto gas” facendo rombare i motori in tutto il quartiere. Alla cerimonia pero’ non e’ stata presente, anche se era la piu’ attesa, Anastasia Kylemnyk, la fidanzata di Luca Sacchi. C’erano invece tanti amici, tutti visibilmente commossi per la scomparsa del giovane. Terminate le esequie, il feretro del giovane ucciso ha lasciato la chiesa accompagnato dagli applausi e dalle lacrime di amici e parenti. Nel corso dell’omelia, il parroco ha voluto sottolineare: “Perdona loro, perche’ non sanno quello che fanno. Il perdono e’ un’espressione di amore e se non si ama e’ difficile perdonare. Auguro che la morte di Luca sia per tutti un’inizio di vita”.

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“Non ci sono parole per colmare il vuoto di una persona cara che ci lascia soprattutto per i genitori. Solo il silenzio” ha detto il sacerdote durante i funerali. “La morte di Luca ci ha colpito, in un certo senso ci ha fatto morire – ha sottolineato – Nel mondo in cui viviamo a volte ci sentiamo scoraggiati. Facciamo che la morte di Luca sia per tutti noi motivo di vita”. Durante l’omelia ha parlato anche del perdono. “Il perdono – ha detto – e’ un’espressione di amore e se non si ama e’ difficile perdonare”. E non e’ mancato il ricordo di chi Luca lo conosceva da sempre. “Ancora oggi non riesco a realizzare quello che e’ accaduto – ha detto commosso Roberto, un cugino del personal trainer ucciso -. Non e’ giusto che accadano cose del genere alle persone buone in un mondo ormai allo sbaraglio”. “Luca era un ragazzo d’oro che tutti i genitori avrebbero voluto come figlio – ha aggiunto – Sempre sorridente. Ognuno di noi ha un destino, ma questo e’ troppo. Non abbandonare mai tuo padre, tua madre e Federico. Da oggi sarai il loro angelo. Non ti dimenticheremo mai”.

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Sul fronte delle indagini, restano ancora molto dubbi sulla dinamica dei fatti. Per l’aggressione sono finiti in carcere Valerio del Grosso e Paolo Pirino. Secondo il racconto della fidanzata, Luca l’avrebbe difesa da una rapina cercando di recuperare lo zaino che i due giovani gli avevano sottratto. Ma la ragazza sarà riascoltata dai magistrati. Resta da chiarire se dietro l’omicidio ci sia una storia di droga finita male. Intanto, da una prima analisi svolta dai carabinieri su cinque utenze telefoniche e consegnata nei giorni scorsi alla procura, non ci sarebbero contatti telefonici diretti tra le utenze riconducibili a Luca Sacchi e alla sua fidanzata Anastasiya, e quelle di Valerio Del Grosso e Paolo Pirino (i due in carcere per l’omicidio del personal trainer) e quelle dei ‘pusher’ mediatori.

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