Forza Italia si spacca sui migranti, Micciché guida la fronda

Forza Italia si spacca sui migranti, Micciché guida la fronda
Il presidente del Parlamento siciliano, Gianfranco Miccichè
29 gennaio 2019

Parte dalla Sicilia la divisione di Forza Italia sui migranti. L’ordine impartito alle truppe miccicheiane è chiaro: tutti contro Matteo Salvini, a prescindere. E il capo, Gianfranco Micciché, non ammette deroghe. Il pezzo da novanta di Fi detta la linea di partito in Sicilia, sottolineando di non concedere alcuna tregua al ministro degli Interni. A partire da se stesso che, giornalmente, punta il mirino sul leader della Lega, cavalcando la drammatica e annosa questione dei migranti. Per dirla in gergo militare, i fedelissimi di Miccichè sono “allineati e coperti”. L’ultima a scendere in campo a difesa del commissario azzurro nell’Isola, la senatrice, Urania Giulia Rosina Papatheu. “Il problema dei migranti – dice la parlamentare di Fi – va affrontato con il senso di umanità da anteporre a tutto il resto e con un’Europa che deve assumersi, con tutti i Paesi e fino in fondo, le proprie responsabilità”.

In altre parole, “la questione non si risolve con la polemica sulle parole di Gianfranco Miccichè e Stefania Prestigiacomo”. E “anche le parole di Miccichè non devono essere decontestualizzate per spostare il baricentro del dibattito politico sulla polemica con Salvini”. Il rapporto tra la Papatheu e Miccichè dura da oltre venti anni. Negli anni d’oro del berlusconismo e della Sicilia, protagonista sempre Miccichè, la senatrice catanese ebbe ruoli di primo piano. Come quello di commissario dell’Ente Fiera di Messina, dove nel 2005 è inciampata tra le maglie della giustizia. All’inizio dello scorso anno, invece, il capo degli azzurri isolani l’ha “rispolverata”, aprendogli le porta di Palazzo Madama, avendola piazzata capolista di Fi al proporzionale (listino blindato). Papatheu è stata schierata in trincea sullo scontro Micciché-Salvini. E tra una dichiarazione e l’altra, la senatrice dà un colpo al cerchio e uno alla botte, in ossequio alla linea miccicheiana.

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E così questa volta, prova a serrare le fila dei forzisti, lanciando un appello “a non dividersi di fronte a un’emergenza umanitaria provocata dal fallimento delle politiche portate avanti in questi anni dall’Unione Europea e su responsabilità che vanno anche ricondotte ai gravi errori dei Governi italiani di sinistra”. Intanto, Micciché continua a picconare. “Che Paese sta diventando questo? Teniamo segregati dei disperati su una nave e indaghiamo i parlamentari che sono saliti a bordo per verificare le loro condizioni di salute? – tuona il presidente del parlamento siciliano -. Qui non si tratta di condividere o contestare le politiche del governo sui flussi migratori. Mi chiedo cosa c’entri la politica con un’iniziativa umanitaria volta a salvare la vita di 47 persone, di cui molti minorenni?”. In altre parole, “mi pare assurdo che molti di Fi continuino a confondere la politica con un’azione umanitaria”. Miccichè ha fiuto politico. L’attacco a Salvini va ben oltre la drammatica questione dei migranti.

Da diversi mesi, infatti, nell’ambito di questo caos politico-partitico che sta vivendo l’Italia, il boss azzurro, ha un cantiere aperto per un progetto politico e che vede tra i protagonisti, Leoluca Orlando, fino a ieri celeberrimo nemico proprio di Micciché. Che per rafforzare l’intesa con il sindaco di Palermo, ancora una volta ha puntato il mirino su Salvini. “Quello che sta accadendo a Palermo intorno alla vicenda del decreto sicurezza, può essere l’inizio di una nuova era – ha detto il leader forzista -. Dimostra che la riunificazione dei moderati è possibile, ovviamente mantenendo ognuno il proprio partito e che, al di là di alcune divisioni antiche, come quelle sulla giustizia, gente come me e Orlando è simile. E noi dobbiamo unire i simili”. E c’è chi scommette che non mancheranno altre sorprese.

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