FotoOto, l’app che fa parlare le foto per i non vedenti

21 aprile 2017

In un mondo in cui l’esperienza sociale è dominata dalla condivisione di foto, le persone con problemi alla vista rischiano di perdersi una buona parte di quanto accade nella loro cerchia di amicizie e familiari. Un problema a cui la tecnologia può venire incontro grazie ad app come “FotoOto”, che trasforma le foto in una esperienza sonora. Oto infatti è la parola giapponese per “suono”, per gli ideatori, Publicis Pixelpark, FotoOto non è solo per chi ha problemi di vista, ma un nuovo modo di intendere la condivisione delle foto. L’app, gratuita, funziona sia con le foto nella galleria, sia con quelle scattate. Una volta attivata dà una generica descrizione e poi permette di aggiungere alle immagini un audio, un appunto personale oppure la registrazione dell’ambiente naturale, per dare un riferimento sonoro chiaro all’immagine. Tante le funzione dell’app, seppur con qualche imprecisione nei risultati, compresa una funzione poetica: i colori della foto vengono trasformati ognuno in un suono preciso, in modo che ogni immagine abbia una sua melodia unica.

Leggi anche:
Dolore cronico per 8 milioni di anziani. Ignorato nel 60% dei casi


Commenti