A fuoco tetto della Cavallerizza, patrimonio Unesco

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21 ottobre 2019

Spente le fiamme dalle sei squadre dei vigili del fuoco intervenute alla Cavallerizza Reale, sono in corso le ultime operazioni di bonifica e di messa in sicurezza dell’area a seguito del crollo parziale di una porzione del tetto bruciato. Circa 400 mq di superficie sono andati distrutti. L’incendio e’ divampato questa mattina poco prima delle 8 nelle ex stalle ora adibite a magazzino. Nessuna persona e’ rimasta ferita. Il prefetto di Torino, Claudio Palomba, ha reso noto che “l’area interessata dell’incendio e’ stata messa sotto sequestro”. “Per fortuna il rogo e’ stato domato e non ci sono stati feriti”, aggiunge il prefetto Palomba. Dal 2014, la struttura e’ occupata dai centri sociali e gia’ in passato si erano verificati incendi. L’allarme e’ scattato alle prime luci del mattino, quando una colonna di fumo si e’ alzata dalle ex stalle della Cavallerizza Reale, il complesso ottocentesco dichiarato patrimonio dell’Unesco che sorge nel centro di Torino a due passi da piazza Castello e dalla Mole Antonelliana. L’incendio, che e’ stato domato intorno alle 9 dopo aver distrutto parte del tetto e dei solai, e’ il terzo negli ultimi cinque anni.

Il rogo e’ divampato in un’area in stato di abbandono, che dal 2014 e’ occupata da piu’ realta’ cittadine decise a bloccare i progetti di riqualificazione dietro i quali – sostengono – si nasconderebbe la speculazione edilizia. Quasi subito in molti hanno puntato il dito contro la presenza degli occupanti sottolineando lo stato di degrado del palazzo storico, ma chi da tempo opera nella Cavallerizza Reale ribatte parlando di “possibile origine dolosa” del rogo e di “boicottaggio” in vista della presentazione del Programma unitario di valorizzazione (Puv) previsto per il 31 ottobre. Sara’ l’inchiesta della magistratura a far luce sulle cause del rogo e stabilire eventuali responsabilita’. La Cavallerizza appartiene per meta’ (lato Teatro Regio) alla Cassa depositi e prestiti e per l’altra meta’ (fra cui la parte andata a fuoco), dal 2010, a un fondo della citta’ di Torino. Come annunciato poco piu’ tardi dal prefetto Claudio Palomba, l’area interessata dalle fiamme e’ stata posta sotto sequestro, con i vigili del fuoco che invieranno una relazione dettagliata alla procura.

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“I segnali d’allarme erano tanti, gli impianti sono vecchi, la soprintendenza ha richiamato piu’ volte le proprieta’”, spiega Luisa Papotti, soprintendente della Citta’ metropolitana di Torino, che poi aggiunge: “Torino ha un suo patrimonio culturale oramai valorizzato, l’unico vuoto e’ la Cavallerizza, che di certo non puo’ essere sottratta all’uso pubblico”. Al di la’ delle carenze strutturali, ad alimentare la polemica politica e’ l’assessore regionale alla Cultura, Vittoria Poggio, che in tarda mattinata punta il dito contro il Comune. “Non ha intrapreso il percorso giusto per dare dignita’ a una realta’ del genere. Avendo questo bene in gestione, l’amministrazione dovrebbe studiare una soluzione dignitosa”, ha detto. Nel pomeriggio il presidente della Regione Alberto Cirio ha rincarato la dose: “La Cavallerizza dovrebbe attrarre i turisti e non ospitare abusivi o persone che utilizzano questi spazi nell’illegalita’”. Il governatore ha quindi confermato la volonta’ della Regione di stanziare risorse, precisando pero’ che “le cose non si fanno mai da soli. Con i fondi dello sviluppo regionale, che sono disponibili da subito, possiamo favorire il recupero, ma serve poi che i vari soggetti, il Comune prima di tutti, abbiano la volonta’ di realizzarlo. Questa situazione di degrado nel salotto della citta’ non e’ piu’ accettabile”.

GLI OCCUPANTI

“E’ molto strano che questo incendio sia scoppiato nove giorni prima della presentazione del Programma unitario di valorizzazione, fra l’altro in un’area che non e’ frequentata”. Cosi’ gli occupanti della Cavallerizza Reale di Torino che dal maggio 2014 il complesso storico, dichiarato patrimonio Unesco, e’ gestito da piu’ realta’ che si battono affinche’ in questo spazio pubblico, ubicato a due passi dalla Mole Antonelliana, non avvenga una speculazione immobiliare. “Nei giorni scorsi abbiamo visto alcune persone sul tetto in cui si e’ verificato l’incendio e nello stesso luogo abbiamo trovato dei cavi tranciati. Ci sembra una strana coincidenza – concludono gli occupanti – di certo in questo momento fondamentale per il futuro della Cavallerizza nessuno di noi aveva l’interesse di far scoppiare un incendio”.

LA SOPRINTENDENTE

“Un incendio che si poteva evitare” secondo la soprintendente di Torino, Laura Papotti, in quanto “segnali di allarme ne sono arrivati tanti e anche la soprintendenza ha richiamato piu’ volte la proprieta’. Questa era una situazione di assoluta assenza di controllo”. “Il percorso di riqualificazione, che deve essere condiviso con le istituzioni cittadine e che deve essere capace di portare attivita’ ed energia, ha tardato. Non puo’ tardare oltre – ha aggiunto aggiunge – Ci sono danni importanti in termini di estensione e di entita’, ma non tali da non pensare una possibilita’ di ricostruzione. Un ringraziamento ai vigili del fuoco e’ dovuto, sappiamo tutti quanti la situazione fosse critica e delicata. La Cavallerizza e’ stata costruita nei primi anni dell’800 e l’incendio ha interessato le ex stalle, ‘Le Pagliere’. Queste, per qualche curiosa ragione, sono fuori dal pernotto Unesco, ma la Cavallerizza no”. La struttura e’ in parte della Cassa depositi e prestiti e in parte di un fondo della Citta’ di Torino. “Ci vorrebbe una destinazione d’uso che consenta a tutti di apprezzarle – ha concluso la soprintendente – Un grande distretto culturale. E’ una struttura che non puo’ essere sottratta all’uso pubblico”.

LA SINDACA

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“L’incendio poteva generare molti piu’ danni. Dobbiamo ringraziare l’impegno dei vigili del fuoco se Auditorium Rai e Archivio non stati intaccati dalle fiamme. E’ stato ridotto l’impatto e l’incendio e’ stato domato”. Cosi’ la sindaca di Torino, Chiara Appendino, al termine di un sopralluogo alla Cavallerizza Reale. “Fa male vedere un edificio storico tra le fiamme – aggiunge – Ora e’ presto per fare altre valutazioni. Ci saranno accertamenti sulle cause. E’ evidente che la Cavallerizza cosi’ non puo’ stare”. La Cavallerizza Reale e’ da tempo abbandonata e alcuni suoi spazi sono stati occupati. “Per il suo rilancio, come Citta’ ci eravamo dati l’obiettivo di chiudere il 31 ottobre lo studio per dare una vocazione a tutte le aree del complesso e manterremo i tempi – sottolinea la sindaca Appendino -. Dal punto di visto politico, si procede su questo percorso. Il tema oggi non e’ l’occupazione. Ho chiesto all’assessore all’Urbanistica, Antonino Iaria, di lavorare su questo dossier, che e’ prioritario. Stiamo lavorando anche per evitare episodi come quello di questa mattina”.

LE OPPOSIZIONI

“Lasciar gestire un patrimonio artistico della citta’ ai centri sociali? La Appendino evidentemente pensava fosse una mossa intelligente e comoda, peccato che il lassismo e la mancanza di interesse della Giunta 5 Stelle abbia portato ai risultati che abbiamo potuto osservare questa mattina: un incendio che ha compromesso il tetto della Cavallerizza e che fara’ lievitare i costi di riqualificazione”. Così Fabrizio Ricca, capogruppo della Lega in Comune di Torino e assessore alla Sicurezza della Regione Piemonte, a proposito dell’incendio su uno dei tetti del complesso della Cavallerizza Reale di Torino. “I problemi vanno gestiti, affrontati di petto e non dimenticati sotto una coperta di buoni propositi che in realta’ e’ semplice menefreghismo. Questo incendio ha responsabilita’ dirette e indirette: una e’ sicuramente la scarsa attenzione dell’amministrazione”, ha attaccato Ricca. “Ora e’ necessario intervenire per evitare che un quarto incendio, siamo gia’ al terzo, polverizzi una storica struttura patrimonio dei torinesi”, ha concluso.

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IL CODACONS

Sul caso dell’incendio che ha danneggiato questa mattina la Cavallerizza Reale “dovra’ aprire un’indagine anche la Corte dei Conti del Piemonte, per accertare il danno erariale”. Lo ha affermato il Codacons, che annuncia un esposto alla magistratura contabile. “Come noto la Cavallerizza Reale e’ un bene dichiarato patrimonio dell’Unesco, e in quanto tale il suo danneggiamento ha ripercussioni negative sull’intera collettivita’ che viene privata di un bene storico tutelato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite – ha spiegato il Codacons – Chiediamo pertanto alla Corte dei Conti di aprire una inchiesta sulla vicenda, verificando eventuali danni erariali e accertando le responsabilita’ degli enti locali, Comune di Torino e Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio in testa. Vogliamo capire cosa abbiano fatto le autorita’ competenti per tutelare la Cavallerizza Reale ed evitare il rogo odierno, considerato che gia’ nel 2014 un analogo incendio era scoppiato presso la struttura, e se vi siano state omissioni o negligenze sul fronte della protezione del sito patrimonio Unesco”, ha concluso l’associazione.

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