Gasdotto, disordini a Lecce per spostamento ultimi ulivi

Gasdotto, disordini a Lecce per spostamento ultimi ulivi
4 luglio 2017

“Ci hanno caricato sulla circonvallazione che conduce alla masseria del Capitano, il ricovero degli ulivi estirpati per fare posto al gasdotto Tap. Eravamo in trecento, è successo tutto in pochi minuti ed è stato il caos”. Così, Gianluca Maggiore, portavoce del comitato “No Tap” racconta quanto accaduto qualche ora fa davanti al cantiere del microtunnel del gasdotto della Tap (Trans Adriatic Pipeline) a San Foca di Melendugno, in provincia di Lecce. I disordini si sono verificati per lo spostamento degli ultimi 43 ulivi dal cantiere alla masseria del Capitano. “Alcuni di noi sono rimasti contusi: occhi gonfi, gambe graffiate e ferite ma per fortuna possiamo raccontarlo”, aggiunge Maggiore che con altri manifestanti aveva organizzato blocchi lungo il percorso per evitare che i camion, portassero via gli alberi. I mezzi sono stati protetti da un imponete schieramento di forze di polizia in tenuta antisommossa. “Ci sono state tre o quattro cariche per sgomberare le strade che erano state bloccate dalle forze dell’ordine”, evidenzia il portavoce dei manifestanti. “I cittadini manifestano il loro totale dissenso. Melendugno e San Foca isolate completamente dal resto d’Italia. Fermatevi”, chiede in un post pubblicato su Facebook il sindaco di Melendugno Marco Potì. “In piena stagione turistica – continua il primo cittadino- Tap decide di violare quanto riportato nell’autorizzazione unica in suo possesso. Le attività sono sospese da giugno a settembre. Sono sconcertato dallo spiegamento di forze dell’ordine italiane per spostare 43 alberi, già sacrificati tanto tempo fa, senza motivo, senza autorizzazioni successive, senza nessun buon senso”. Lo spostamento degli alberi si è concluso poco fa.

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