Gentiloni presidente Pd divide minoranza, renziani per non voto

Gentiloni presidente Pd divide minoranza, renziani per non voto
Matteo Renzi e Paolo Gentiloni
14 marzo 2019

La minoranza Pd rischia di dividersi di fronte all’ipotesi di eleggere Paolo Gentiloni nuovo presidente del Pd. La discussione è in corso in queste ore e l’ala più vicina a Matteo Renzi sarebbe più propensa a non partecipare al voto, ritenendo ormai Gentiloni una figura non più super partes. “Ha sostenuto Zingaretti”, dice uno dei renziani. Freddo sarebbe anche Matteo Orfini, che avrebbe chiesto a Zingaretti di aprire ad una vera gestione unitaria del partito: il sì a Gentiloni, insomma, sarebbe subordinato all’apertura da parte del nuovo segretario ad una gestione che superi gli schieramenti congressuali. Maurizio Martina, però, sembra orientato a dare il suo ok all’ex premier nel ruolo di presidente.

Intanto, ieri, in serata, s’è svolta una riunione dei parlamentari del Pd che fanno riferimento all’Area Lotti-Guerini. Un incontro, a quanto si apprende, organizzato in vista dell’Assemblea di domenica prossima. In merito ad alcune notizie circolate in serata su una possibile astensione “dei renziani” sul voto per Paolo Gentiloni come presidente dell’Assemblea, chi ha partecipato alla riunione di stasera sottolinea che questo tema “non era al centro del nostro incontro” e che in ogni caso il tema “non è il merito” – cioè il nome – “quanto piuttosto il metodo” che sarà scelto per le future decisioni.

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Dunque, una parte dei delegati delle mozioni sconfitte alle primarie del Pd potrebbero uscire dalla sala dell’Hotel Ergife domenica a Roma all’Assemblea del partito al momento dell’eventuale voto per l’elezione di Paolo Gentiloni a presidente dem. In particolare sarebbero delegati ex renziani – eletti sia con la mozione di Maurizio Martina che con quella di Roberto Giachetti – a pensare a questo gesto di dissenso verso l’ex premier, gia’ ministro degli Esteri del governo di Matteo Renzi e schieratosi con Nicola Zingaretti. Fonti dell’entourage di Martina precisano pero’ che i delegati piu’ vicini all’ex segretario reggente appoggeranno l’eventuale candidatura di Gentiloni, nello spirito unitario da sempre perseguito.  Fonti della mozione Giachetti hanno in seguito sottolineato che i loro delegati si asterranno, essendo Gentiloni il candidato della maggioranza e avendo fatto campagna attivamente durante il congresso a favore di Zingaretti.

LA GALASSIA PD IN PARLAMENTO

Una galassia in continuo movimento quella del Partito democratico dopo le primarie. Quando mancano quattro giorni all’assemblea chiamata a incoronare Nicola Zingaretti quale nuovo segretario, le componenti interne al partito si contano e quello che ne deriva e’ una immagine frammentata, gia’ lontana dallo schema delle mozioni che si sono presentate al congresso. Una immagine fotografata dalla composizione dei gruppi e che certifica, per prima cosa, la fine della mozione Martina. Fonti parlamentari dem sottolineano che sono cinque le aree oggi riconoscibili. C’e’ quella di Nicola Zingaretti, naturalmente, quella di Maurizio Martina e di Roberto Giachetti. Ma ci sono anche quelle degli esponenti del Pd che si riconoscono in Luca Lotti, da una parte, e Matteo Orfini, dall’altra: due esponenti di primo piano che avevano sostenuto la corsa di Maurizio Martina alla segreteria. E’ in particolare l’area che si organizza attorno a Lotti a colpire per numero di esponenti.

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Su 112 deputati del Partito Democratico alla Camera, sarebbero – salvo aggiunte e defezioni particolarmente frequenti in questo periodo – 44 quelli riconducibili all’ex ministro dello sport: Bazoli, Bonomo, Borghi, Buratti, Cantini, Cardinale, Ceccanti, Ciampi, Critelli, Dal Moro, D’Alessandro, De Filippo, de Luca, De Menech, Del Barba, Ferri, Fiano, Fragomeli, Frailis, Gadda, Gariglio, Giacomelli, Guerini, Librandi, Lotti, Manca, Miceli, Morani, Moretto, Morgoni, Nardi, navarra, Noja, Paita, Pezzopane, Piccoli Nardelli, Prestipino, Romano, Rossi, Rotta, Topo, Ungaro, Vazio, Zan. I deputati che sono al fianco di Nicola Zingaretti al congresso sono 27: Benamati, Berlinghieri, Boccia, Bordo, Braga, Bruno Bossio, Cenni, Colannino, De Micheli, Di Giorgi, Fassino, Franceschini, Gentiloni, Giorgis, Incerti, Losacco, Madia, Melilli, Minniti, Morassut, Mura, Orlando, Padoan, Pagani, Pagano, Pollastrini, Quartapelle, Verini.

Tra i deputati considerati vicini all’ex segretario, Maurizio Martina, ci sono i deputati e le deputate: Campana, Carnevali, De Maria, Del Basso De Caro, Delrio, Lacarra, Martina, Mauri, Pizzetti, Mauri, Ricco Nervo, Serracchiani, Pellicani, Lepri. Con Roberto Giachetti ci sono i deputati Michele Anzaldi, Anna Ascani, Maria Elena Boschi, Luigi Marattin, Luciano Nobili, Ivan Scalfarotto. Sei i deputati vicini a Matteo Orfini: Gribaudo, mancini, Orfini, pini, Raciti, Zardini. Non sono riconducibili a nessuna corrente o non hanno dichiarato il loro voto al congresso le deputate e i deputati: Annibali, Carli, Cantone, Di Maio, Fregolent, La Marca, Migliore, Mor, Portas, Rosato, Sensi, Schiro’, Siani, Viscomi.

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