Giallo rimborsi, Pd incalza M5S. Linea dura Di Maio

Giallo rimborsi, Pd incalza M5S. Linea dura Di Maio
Il parlamentare M5s, Luigi Di Maio
10 febbraio 2018

Sembra prevalere definitivamente la linea dura di Luigi Di Maio, per la vicenda dei due deputati grillini (Cecconi e Martelli) che non hanno rispettato le regole del Movimento sulla restituzione di parte dello stipendio. Incalzato dai giornalisti a Lecce, il candidato premier pentastellato e’ tornato non senza qualche imbarazzo sulla questione, anticipando di fatto la decisione cui sono chiamati i probiviri nelle prossime ore: “Io sono dell’idea – ha detto – che chi fa queste cose debba andare fuori dal Movimento”. A parziale attenuante del comportamento dei due, Di Maio ha riconosciuto che Cecconi e Martelli “hanno gia’ restituito tutti i soldi che dovevano restituire ed hanno gia’ fatto il bonifico di chiusura”. “Non solo gli e’ stato chiesto di fare un passo indietro – ha aggiunto Di Maio – ma e’ stato chiesto un “intervento dei probiviri per chiederne l’espulsione o la sospensione”. Di Maio, pero’, ha anche voluto inasprire i toni personali nei confronti dei diretti interessati, anche se questi hanno gia’ fatto sapere di non accettare la rielezione a deputati qualora dovessero prevalere sugli altri candidati il 4 marzo. Il Capo politico di M5S ha raccontato infatti di non aver voluto parlare direttamente con Martelli e Cecconi per essere stato “molto deluso” da loro. Un passaggio reso necessario dal fatto che, per tutta le giornata, gli esponenti delle altre forze politiche, trainati dal Pd, hanno innalzato il tenore della polemica contro M5s e il suo leader, accusati di non aver alcun diritto di criticare i presunti “impresentabili” candidati nelle altre liste, date le vicende poco edificanti in cui e’ stato recentemente coinvolto piu’ di un candidato grillino.

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A suonare la carica e’ stato Matteo Renzi, affermando che “gli impresentabili a questo giro li hanno messi i 5 Stelle, tanto e’ vero che se ne vergognano. Non e’ mai accaduto – ha aggiunto l’ex-premier – che un partito mettesse in lista della gente e poi si vergognasse il giorno dopo”. Renzi ha anche approfittato della situazione per rinfocolare la polemica con Di Maio sui confronti tv, dichiarandosi sempre disponibile se il suo avversario la “finisce di scappare”. Ma il vero “martello” dei Dem, per tutta la giornata, e’ stato il deputato Michele Anzaldi, che prima ha parlato di “disastro” per Di Maio, e poi ha lanciato l’allarme sulla possibilita’ che il servizio de “Le iene” da cui e’ scaturito il caso non vada in onda per “non meglio chiarite motivazioni sulla par condicio”. Da parte loro, i grillini che hanno affrontato la delicata questione lo hanno fatto enfatizzando le differenze a loro avviso persistenti tra M5S e gli altri partiti. A partire dallo stesso Di Maio, che ha sottolineato che “da noi chi fa questi sbagli se ne deve andare”, mentre “nelle altre forze politiche nessuno restituisce nulla e noi abbiamo restituito 21 milioni di euro”. Dello stesso tenore le affermazioni in mattinata dalla deputata Carla Ruocco, per la quale “le parole del Procuratore nazionale Antimafia, De Raho, sono uno schiaffo ai vecchi partiti che hanno candidato una marea di impresentabili. Solo noi – ha aggiunto -abbiamo delle liste pulite e siamo certi che il 4 marzo gli elettori daranno una bella lezione ai partiti degli impresentabili”.

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