I Gilet Gialli diventano partito, Mouraud lancia “Gli Emergenti”. E Salvini e Di Maio strizzano occhio alla leader

I Gilet Gialli diventano partito, Mouraud lancia “Gli Emergenti”. E Salvini e Di Maio strizzano occhio alla leader
Jacline Mouraud
7 gennaio 2019

La leader moderata dei ‘gilet gialli’, Jacline Mouraud, tra i fondatori del movimento di protesta, porta la sua battaglia in politica con la creazione di un partito battezzato ‘Gli Emergenti’. In base alle prime anticipazioni puntare ad “una grande riforma del fisco” e rimettere “le tematiche sociali sul tavolo” saranno al centro della battaglia della formazione politica, 51 anni, mamma lavoratrice di tre figli, uno dei volti piu’ noti e apprezzati della protesta che tiene la Francia in scacco dallo scorso novembre.

Secondo le stesse fonti di stampa, con il contributo di “persone competenti, tra cui avvocati, ex parlamentari”, la Mouraud sta facendo redigere lo statuto della sua formazione politica, ma per ora non e’ chiaro se sara’ lei stessa ad assumerne la direzione. “Non rivendico alcun titolo. Sto provando a creare il partito ed e’ gia’ molto. Poi, come in qualunque altro partito, ci saranno votazioni. Che sia io o qualcun altro non mi interessa. La cosa piu’ importante e’ farlo esistere, mettere le persone insieme contro la violenza e per il rispetto delle nostre istituzioni” ha dichiarato la Mouraud. Un fatto è certo, in Europa già da mesi siamo in piena campagna elettorale in vista delle urne di maggio per il rinnovo del parlamento europeo. Non a caso l’annuncio è stato accolto positivamente dal Movimento Cinque Stelle che, attraverso il leader Luigi Di Maio, ha manifestato il suo appoggio a Jacline Mouraud. Sostegno ai manifestanti pacifici anche da parte di Matteo Salvini: “La violenza non serve”.

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“Gilet gialli, non mollate!”. È questo l’incipit di un post di Di Maio sul Blog delle Stelle che annuncia il sostegno al futuro partito di Jacline Mouraud: “Il MoVimento 5 Stelle è pronto a darvi il sostegno di cui avete bisogno. Come voi, anche noi, condanniamo con forza chi ha causato violenze durante le manifestazioni, ma sappiamo bene che il vostro movimento è pacifico. Possiamo mettere a vostra disposizione alcune funzioni del nostro sistema operativo per la democrazia diretta, Rousseau. Quella dei gilet gialli, quella dei movimenti, quella della democrazia diretta. È una dura battaglia che possiamo combattere insieme. Ma voi, gilet gialli, non mollate!”, conclude il vicepremier. Sul sostegno ai Gilet Gialli con l’assoluta condanna agli episodi di violenza è d’accordo anche l’altro vicepremier, Matteo Salvini: “Sostegno ai cittadini perbene che protestano contro un presidente che governa contro il suo popolo ma assoluta, ferma e totale condanna di ogni episodio di violenza che non serve a nessuno”. Queste le parole del ministro dell’Interno.

CHI È JACLINE MOURAUD

Tra i rappresentanti dell’ala moderata dei gilet gialli e minacciata di morte dalla frangia più radicale, Jacline Mouraud era un’anonima signora francese di mezza età prima dell’esplosione del movimento. Oggi è molto popolare in Francia ed è considerata, appunto, l’icona “moderata” dei gilet jaunes. Lei ha condannato le violenze di Parigi e offerto in un primo tempo uno spiraglio di dialogo con l’amministrazione del presidente Emmanuel Macron. “Mi chiedo cosa abbia in testa quella gente”, aveva detto Jacline, riferendosi ai casseurs e ai violenti che hanno causato disordini nella capitale e nel resto del Paese.

Il suo annuncio sul nuovo partito politico arriva però a sorpresa. In un’intervista rilasciata all’Ansa lo scorso dicembre, infatti, aveva negato una sua eventuale candidatura in parlamento, magari con un movimento di cittadini ispirato all’esperienza italiana dei Cinque Stelle, Mouraud – suonatrice di fisarmonica che per arrivare a 1.000 euro al mese fa anche la sorvegliante anti-incendi – l’aveva esclusa su tutta la linea: “Non potrei mai farlo, verrei subito accusata di aver voluto approfittare della situazione. Per me è impossibile”. Con un rammarico: “Appena cerchi una soluzione, in questo Paese, te lo impediscono. Mi chiedo se ciò a cui stiamo assistendo non sia orchestrato ad arte”.

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