Giudice del lavoro, uso scorretto cellulare provoca tumore. Indennizzato dipendente

Giudice del lavoro, uso scorretto cellulare provoca tumore. Indennizzato dipendente
20 aprile 2017

L’uso scorretto del cellulare può provocare un tumore al cervello. Per la prima volta lo stabilisce una sentenza di un tribunale italiano che ha riconosciuto alla vittima un indennizzo. Il giudice del lavoro del tribunale di Ivrea ha infatti condannato il 30 marzo scorso – ma la decisione è stata resa nota oggi dagli avvocati Renato Ambrosio e Stefano Bertone – l’Inail a corrispondere una rendita vitalizia da malattia professionale a Roberto Romeo (foto) dipendente 57enne di una grande azienda italiana, che per 15 anni ha usato senza protezioni il cellulare per oltre tre ore al giorno. Dopo aver accusato disturbi progressivi all’uomo è stato diagnosticato un tumore e gli è stato asportato il nervo acustico con la perdita totale dell’udito dell’orecchio destro. “Nessuno dava informazioni del tipo ‘tienilo lontano, usa il viva voce, usalo poco, fai telefonate brevi – afferma Romeo – Non c’erano avvertenze, quindi usavamo il cellulare per tutto quello che serviva. Nel 1995 l’azienda mi ha dato un cellulare di servizio: io lo usavo nel modo opportuno, per noi era importante averlo per comunicare con i tecnici senza disturbare i clienti nel momento in cui faceano gli interventi. Lo usavo per parecchie ore al giorno: la tecnologia era quella di quegli anni, ad alta potenza, facevamo andare due batterie al giorno, e poca frequenza: il telefono scaldava…”.

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Il lavoratore fa risalire l’inizio del suo calvario al 2010: “Mi trovo con l’orecchio orecchio destro tappato – prosegue – pensavo bastasse pulirlo e quindi sono andato dall’otorino. Ma lui mi dce ‘guarda che non c’è niente qui. Forse hai l’orecchio tappato perchè hai avuto un attacco batterico. Proviamo a fare delle flebo di antibiotico’. Vado all’ospedale San Luigi di Orbassano per fare queste terapie ma il problema non passa”. Lo specialista decide quindi di sottoporlo ad una risonanza magnetica: “Nel dicembre 2010 vado a ritirare l’esito e da lì risulta un neurinoma dell’acustico, si tratta di un tumore benigno che però è incastonato nel cervello e non è facile da asportare. Il più delle volte, come nel mio caso, viene asportato anche il nervo acustico, così ho perso del tutto l’udito da quell’orecchio”. “Quando mi sono ammalato non l’ho nemmeno comunicato all’azienda – dice ancora Romeo – anche perchè non pensavo alla correlazione tra il neurinoma e l’uso del cellulare. L’ho scoperto dopo mesi, quando sono guarito anche dalla meningite che mi aveva colpito: ho saputo che c’era un’associazione che stava studiando la correlazione tra neurinome e uso intenso del cellulare e di lì ho avviato la pratica d’infortunio perchè il cellulare dell’azienda è per me uno strumento di lavoro. Ma l’Inail mi ha rifiutato la pratica. Per questo mi sono rivolto agli avvocati Bertone e Ambrosio e oggi siamo arrivati a questa decisione”.

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