In grotta utilizzato per la prima volta al mondo un metabolimetro

In grotta utilizzato per la prima volta al mondo un metabolimetro
7 febbraio 2017

Per la prima volta al mondo un gruppo di speleologi ha utilizzato, con l`ausilio e sotto il controllo di ricercatori universitari, un metabolimetro, un piccolo apparecchio legato ad un braccio in grado di misurare vari parametri fisiologici, incluso il dispendio energetico. Il risultato della ricerca – che puntava proprio ad analizzare il dispendio energetico durante un’esplorazione speleologica – è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Plos one ed è frutto della collaborazione di alcuni ricercatori dell`Università di Cagliari (Andrea Rinaldi, Stefano Cabras, Antonio Crisafulli, Nicoletta Curreli, Elisabetta Marini) e alcuni collaboratori esterni, incluso un componente del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico della Sardegna (Valerio Tuveri). Nella ricerca è stata coinvolta una quarantina di speleologi sardi di entrambi i sessi e di varia esperienza che, per conto dei ricercatori, hanno esplorato per circa 10 ore una delle grotte più belle dell’isola, Su Palu, nel Supramonte di Urzulei (Ogliastra, Sardegna). Per realizzare lo studio è stato necessario superare notevoli ostacoli logistici ed organizzativi.

Finora non esistevano dati relativamente a questa attività fisica che si svolge in un ambiente del tutto particolare, e che coinvolge molte decine di migliaia di appassionati nel mondo. Avere informazioni precise riguardo la fisiologia dell’esercizio in grotta è determinante per ideare programmi di training ad hoc per gli speleologi, determinare i requisiti nutrizionali ed una dieta bilanciata per chi intraprende questa attività, contribuire a ridurre il rischio di incidenti (causati spesso dallo sfinimento) e supportare le relative attività di soccorso (spesso molto complicate e prolungate nel tempo). “La Sardegna possiede uno straordinario patrimonio speleologico, che costituisce un laboratorio di eccezionale rilevanza in una vasta serie di ambiti scientifici – sottolinea Giorgia Antoni, speleologa, biologa e nutrizionista, ideatrice della ricerca – Nel nostro caso, abbiamo cercato di acquisire dati su un aspetto importante ma poco noto, cioè il dispendio energetico dell`esercizio fisico in grotta, che può essere significativo per lo speleologo, vista la durata di molte esplorazioni”. La ricerca si è anche concentrata sulla nutrizione nella pratica speleologica, un elemento cui qualsiasi attività fisica è strettamente collegata. Per questo, è stata misurata la composizione corporea degli speleologi prima e dopo l`esplorazione, per valutare le differenze nella distribuzione di massa magra/grassa e lo stato di idratazione, e si sono monitorate le abitudini alimentari degli speleologi e il relativo apporto calorico.

 

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