Il grido d’allarme del sindacato: “Siamo molto preoccupati”

12 febbraio 2014

Una lunga lista di richieste e inadempienze, quella che sventolano da mesi i sindacati per denunciare lo stato di degrado in cui versano le ferrovie in Sicilia. Nessuno pare che abbia intenzione di ascoltarli. E così i tre segretari di Filt Cgil, Franco Spanò, Fit Cisl Sicilia, Amedeo Benigno, e di Uiltrasporti Sicilia, Angelo Mattone, hanno chiesto un’audizione al presidente della commissione regionale Ambiente e Territorio dell’Ars affinché possano mettere sul tavolo le ataviche problematiche sulla linea ferrata isolana. Tra le altre cose, le organizzazioni sindacali, chiedono la sottoscrizione del contratto di servizio fra Regione e Trenitalia; l’utilizzo dei 50 milioni di euro stanziati dalla Regione per l’acquisto di materiale rotabile; un’unica regia nella programmazione e utilizzo dei fondi disponibili, regionali, europei e nazionali, per potenziare il trasporto ferroviario siciliano nella logica di mobilità integrata con un agenzia unica di mobilità regionale e l’ammodernamento e il rilancio degli impianti della manutenzione, la creazione di un polo industriale per la progettazione e costruzione dei rotabili. “Sollecitiamo subito la firma del contratto di servizio fra Regione e Trenitalia – afferma Benigno -. La politica deve essere cosciente che una moderna rete ferroviaria sviluppata in un sistema integrato di intermodalità, garantisce sviluppo e sostenibilità economica alla Regione”.  Sul fronte risorse, Benigno sottolinea “il notevole ritardo nella spesa dei fondi del programma quadro strategico nazionale 2007/2013 e per l’uso efficace dei fondi comunitari 2014/2020”. “Siamo fortemente preoccupati – conclude – per la grave situazione di disagio che subiscono i lavoratori del trasporto ferroviario e dell’indotto insieme ai cittadini siciliani”.

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