Il marito della Mussolini: “È vero, sono andato con la baby squillo”

14 marzo 2014

Mauro Floriani ha ammesso: «Ho avuto incontri a luci rosse, ma non sapevo che fosse minorenne». Davanti ai magistrati che indagano sul giro di baby squillo dei Parioli, il marito di Alessandra Mussolini avrebbe confermato di aver avuto rapporti sessuali con le due ragazzine di 14 e 15 anni che si prostituivano. Ma, come tutti gli indagati e i clienti che sono stati ascoltati come persone informate sui fatti, ha dichiarato di essere convinto che fossero maggiorenni e che quindi se avesse saputo che avevano meno di 18 anni mai si sarebbe fermato in quella casa.

L’ex ufficiale della Guardia di Finanza e marito del parlamentare è indagato con l’accusa di prostituzione minorile sulla base delle intercettazioni telefoniche e dai risultati di indagine dai quali sono emersi i frequenti contatti di Floriani con le due minorenni. Molte, infatti, le conversazioni e gli sms che sono finiti nel fascicolo della procura di Roma che ha sollevato il coperchio sulle ragazzine prostitute della Roma bene. Il marito della Mussolini, infatti, ha voluto chiarire la sua posizione, presentandosi spontaneamente negli uffici giudiziari di piazzale Clodio con l’assistenza di un difensore, spiegando come mai la sua utenza telefonica compaia in modo così frequente su quella delle due ragazzine. Una versione che però non ha convinto gli inquirenti, tanto che lo hanno iscritto sul registro degli indagati insieme ad altri 20 clienti che hanno avuto rapporti sessuali con le baby squillo.

Dopo l’ennesima ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di Mirko Ieni, l’uomo che per la procura di Roma ha gestito l’attività di prostituzione delle due minorenni e anche di quattro ragazze di età superiore ai 18 anni, le verifiche dei carabinieri proseguono per identificare i clienti: al momento 40 nomi sono al vaglio degli investigatori. In base alle indagini, comunque, sarebbero stati messi agli atti elementi «incontrovertibili» nei confronti di chi è accusato di aver avuto rapporti sessuali con le due studentesse che con i soldi che si mettevano in tasca compravano abbigliamento di marca e tecnologia di ultima generazione. (Il Tempo)

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