Incidente su una piattaforma Eni, un morto e due feriti

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5 marzo 2019

Una persona è morta e altre due sono gravemente ferite a causa di un incidente sul lavoro su una piattaforma petrolifera Eni al largo di Ancona. Secondo le prime ricostruzioni della Direzione marittima di Ancona c’è stato un cedimento strutturale durante il trasbordo di una bombola di azoto, che ha causato il crollo di una gru in mare. Il gruista risultava inizialmente disperso, nelle ricerche sono stati attivate anche l’Aeronautica militare, che ha diffuso questo video, la Guardia Costiera e una squadra di sommozzatori dei Vigili del fuoco. Ma il suo corpo dopo qualche ora è stato “individuato all’interno della cabina della gru situata sul fondale delle acque circostanti la piattaforma”. L’autorità giudiziaria ha aperto un’inchiesta e inviato i tecnici della Guardia costiera e dei vigili del fuoco per il sequestro della gru e accertare le cause dell’incidente avvenuto intorno alle 07.45 circa nelle acque internazionali a circa 32 miglia nautiche dal porto di Ancona (60 Km circa).

I due feriti sono rispettivamente uno in prognosi riservata e l’altro di 30 giorni. Lo riferisce un bollettino dell’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona. I due, “investiti da un container”, sono giunti al pronto soccorso di Torrette in elicottero alle 10:38. “C.C., di 52 anni – si legge nel bollettino – presenta frattura esposta di femore, fratture multiple del bacino, frattura vertebrale, le condizioni emodinamiche sono stabili, verra’ operato d’urgenza per la stabilizzazione delle fratture, la prognosi e’ riservata, attualmente non e’ in pericolo di vita. B.G., di 47 anni, presenta trauma cranico con ampia ferita lacero contusa del cuoio capelluto, trauma toracico con fratture costali; la prognosi e’ di trenta giorni, non e’ in pericolo di vita”.

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Intanto, la Capitaneria di porto di Ancona rende noto che le operazioni per il recupero delle infrastrutture collassate nell’incidente alla piattaforma dell’Eni proseguiranno nelle ore notturne. Dalle prime immagini ricevute dal ROV (sottomarino a controllo remoto) la cabina della gru risulta ancora agganciata tramite un cavo d’acciaio alla piattaforma, mentre il braccio della gru e’ adagiato sul Supply Vessel ormeggiato sotto la piattaforma. Le operazioni proseguiranno con l’imbragatura della cabina a mezzo di un particolare ROV, in grado non solo di effettuare dei rilievi video ma anche di operare in profondita’ fatto pervenire da Roma dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, per il sollevamento a bordo del Motopontone ed il successivo trasferimento nel porto di Ancona.

PROTESTA DELLE ‘TRIVELLE’

“Nell’esprimere tutta la nostra vicinanza alle famiglie colpite da questa terribile tragedia non possiamo che prendere atto che questo e’ solo l’ultimo di una catena di incidenti su questo tipo di piattaforme sia in Italia che nella nostra regione”. Cosi’ il coordinamento Trivelle Zero Marche a proposito dell’incidente “Da tempo la nostra rete denuncia le menzogne di industriali e ‘partito del Pil’ che si ostinano a garantire l’assoluta sicurezza e necessita’ di questi impianti mortiferi – incalza Trivelle Zero Marche -. Continueremo a mobilitarci ancor di piu’ per la giustizia climatica e per riaffermare l’incompatibilita’ di questo sistema produttivo con i territori e la vita di chi li abita; anche per questo il 23 marzo saremo a Roma, insieme ad altre centinaia di realta’ di movimento che lavorano sulle tematiche ambientali, per ribadire il nostro no ad un’economia basata sul fossile e le grandi opere inutili e per pretendere la transizione ad un’energia ecologicamente sostenibile”.

I SINDACATI

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“È un incidente grave le cui cause dovranno essere accertate con la massima celerita’ definendo le relative responsabilita’. In tal senso esprimiamo massima fiducia nei confronti della magistratura che si sta occupando del caso”. Lo dicono, in una nota congiunta, le sigle sindacali di Cgil Ancona e Cisl e Uil Marche che esprimono “vicinanza e solidarieta’” alle famiglie dei lavoratori coinvolti nell’incidente avvenuto a bordo della piattaforma Eni ‘Barbara F’ a largo della costa anconetana. Le sigle sindacali ricordano che l’incidente mortale di questa mattina si somma ai 1.133 infortuni mortali avvenuti sui luoghi di lavoro nel 2018. “Troppo spesso vediamo, al di la’ dello specifico caso, che i temi della sicurezza sono tanto ricordati quanto poco oggetto di applicazione- concludono-. Chiediamo, dunque, con forza, che venga garantita la sicurezza in tutti i luoghi di lavoro, per quanto particolari e difficili possano essere. Anche in quelli piu’ impervi come quello accaduto oggi, in mare aperto”.

IL CORDOGLIO

“In relazione all’incidente che si e’ verificato questa mattina presso la piattaforma a gas ‘Barbara F.’, con grande dolore Eni informa che il collega che risultava precedentemente disperso e’ stato individuato all’interno della cabina della gru situata sul fondale delle acque circostanti la piattaforma. Eni esprime il proprio profondo cordoglio alla famiglia del collega”. E’ quanto si legge in una nota del gruppo.

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