Germania, infermiere serial-killer avrebbe commesso 180 omicidi

Germania, infermiere serial-killer avrebbe commesso 180 omicidi
28 agosto 2017

Almeno 90 omicidi, ma forse il doppio: e’ lo spaventoso record della follia di un infermiere serial-killer, compilato dalla polizia tedesca grazie a 12 anni di indagini. E Niels Hogel (foto), assassino privo di scrupoli e dai bizzarri meccanismi psicologici, entra di diritto negli annali della storia criminale contemporanea. L’ex infermiere era gia’ stato condannato all’ergastolo due anni fa per la morte di due pazienti, e il tentato omicidio di altri tre; e si sospettava che avesse ucciso altre 36 persone. Ma il bilancio finale sembra essere ancora piu’ agghiacciante. “Dopo 134 riesumazioni e centinaia di testimonianze, siamo in grado di provare almeno 90 omicidi e ce ne sono almeno altrettanti che non riusciamo a dimostrare”, ha detto il responsabile della gigantesca indagine, Arne Schmidt. Gli esperti della commissione di inchiesta Kardio, che giovedi’ completera’ formalmente i 34 mesi di indagine, hanno riesumato decine di cadaveri per cercare le tracce di farmaci con il quale l’ex infermiere prima causava un infarto o un collasso circolatorio, poi cercava di rianimare il malcapitato. Secondo gli inquirenti, l’uomo voleva suscitare l’apprezzamento dei colleghi per la sua abilita’ professionale. Le vittime venivano scelte a caso, preferibilmente quelle in condizioni piu’ critiche.

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“Quello che abbiamo scoperto e’ spaventoso, assolutamente al di la’ di qualsiasi cosa potessimo immaginare”, ha aggiunto Johann Kuhme, responsabile della polizia di Oldenburg, in Bassa Sassonia. Molte delle vittime sono state successivamente cremate e questo e’ uno dei motivi per cui la polizia non riesca a stabilire la cifra esatta degli omicidi. I fatti avvennero tra il 2003 e il 2005 in due diverse cliniche, nelle citta’ di Delmenhorst e in quella di Oldenburg. Lo stesso ex infermiere, durante il processo nel 2015, aveva confessato di aver iniettato òa dose letale di un farmaco per malattie cardiache a 90 pazienti e che 30 di essi erano morti. Di qui le indagini allargate. Il capo della polizia si e’ detto convinto che “gli omicidi potevano essere evitati”. Anche perche’ resta difficile capire come mai le autorita’ sanitarie e i colleghi dell’infermiere non si siano mai insospettiti. Anche se i decessi avvenivano soprattutto quando Hogel era in servizio nessuno si allerto’: nel 2001, nella clinica di Oldenburg, ci fu una riunione in cui si discusse lo strano numero di decessi e anche di persone che resuscitavano, ma nessuno penso’ di informare la polizia. E Hogel pote’ trasferrsi nella clinica di Delmendorst.

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