Iran sospende formalmente alcuni obblighi su nucleare. E il Cremlino accusa gli Usa

Iran sospende formalmente alcuni obblighi su nucleare. E il Cremlino accusa gli Usa
A destra il presidente iraniano Hassan Rohani
15 maggio 2019

Sale la tensione tra Usa e Iran. Quest’ultimo ha formalmente sospeso parte degli impegni previsti nell’accordo sul nucleare in base a una risoluzione del Consiglio nazionale per la sicurezza. La decisione dell’Iran arriva esattamente a un anno di distanza dal ritiro unilaterale degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare siglato dal 2015, deciso da Donald Trump. “Non revocheremo quello che abbiamo annunciato. Metteremo in atto i nostri piani” di revisione degli obblighi dell’Iran rispetto all’accordo sul nucleare se non ci sara’ un’intesa con i restanti partner alla scadenza dell’ultimatum di 60 giorni, ha detto il capo di gabinetto della presidenza di Teheran, Mahmud Vaezi.

“Il presidente Rohani ha gia’ affermato l’impegno dell’Iran nell’accordo sul nucleare e ha detto che prima di tutto dovrebbe tornare a farne parte chi si e’ ritirato”, cioe’ gli Usa, ha aggiunto Vaezi, ribadendo che Teheran non intende dare seguito all’invito di Donald Trump a chiamarlo per negoziare un nuovo patto. Oggi, a una settimana dall’annuncio di Rohani, l’Iran ha iniziato a sospendere formalmente i primi obblighi derivanti dal Piano d’azione globale congiunto (Jcpoa) sulla limitazione delle sue riserve di uranio arricchito e acqua pesante. Nei giorni scorsi l’Iran aveva annunciato la sua iniziativa ai Paesi che ancora fanno parte dell’intesa (Gran Bretagna, Cina, Francia, Germania e Russia), riferendo che mettera’ fine alle sue limitazioni sulle riserve di acqua pesante e uranio arricchito.

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Aveva anche minacciato di prendere nuove misure sul nucleare “in 60 giorni”, spiegando ai partner che hanno due mesi di tempo per “rendere operativi i loro impegni, in particolare riguardo ai settori petrolifero e bancario”, altrimenti si tirera’ indietro. Il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo, aveva definito l’annuncio “intenzionalmente ambiguo”. “Dovremo aspettare e vedere quali saranno le loro azioni prima di decidere la nostra risposta”, aveva commentato. Trump pero’ aveva gia’ rilanciato annunciando nuove sanzioni, questa volta contro le industrie iraniane che esportano acciaio, alluminio, rame e ferro, la piu’ grande fonte di entrate del Paese dopo il petrolio.

Uno scenario che preoccupa il Cremlino che ritiene che gli Usa “continuino a creare tensioni”. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, è convinto che le cose tendono a peggiorare. Inoltre, il Cremlino non è affatto rassicurato dopo la visita a Sochi dell’ospite americano di più alto livello, da molti mesi a questa parte: Mosca non ha ricevuto alcuna rassicurazione dal Segretario di Stato americano Mike Pompeo sull’Iran, la situazione è ovvia e tende a peggiorare a causa della pressione di Washington su Teheran, ha detto sempre Peskov. “Mentre stiamo affermando la continuazione dell’escalation e della tensione attorno a questo argomento, ci rammarichiamo delle decisioni prese dalla parte iraniana” ha aggiunto. “Comprendiamo chiaramente che la parte iraniana non prende queste decisioni volontariamente, non in modo proattivo, ma risponde a pressioni”, ha detto.

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Secondo Peskov, sono state le azioni degli Stati Uniti a provocare la parte iraniana, come la Russia aveva già detto a vari livelli. Peskov ha notato che rimane una preoccupazione generale. “Non ci sono state assicurazioni Pompeo, è quasi impossibile parlare di assicurazioni: c’è una situazione ovvia, che, sfortunatamente, tende ad un’ulteriore escalation”, ha concluso . L’Iran in occasione dell’anniversario del ritiro degli Stati Uniti dall’accordo nucleare l’8 maggio ha annunciato la cessazione dell’attuazione di una serie di punti del piano d’azione globale congiunto sul programma nucleare iraniano, in termini di uranio arricchito e di acqua pesante. Teheran ha detto che non si considera vincolata da restrizioni.

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