Istituto nazionale dramma antico, riapre Teatro di Pompei

22 maggio 2014

La fondazione Inda (Istituto Nazionale Dramma Antico) inaugurerà la riapertura del Teatro Grande di Pompei, il 27 e 28 giugno, portando in scena l’Orestea (Agamennone, Coefore/Eumenidi). E’ la prima volta che, nella sua storia centenaria, l’Inda presenta i suoi spettacoli nella cornice unica del millenario teatro di Pompei. Dopo quattro anni i grandi artisti tornano a calcare le scene di uno tra i teatri più belli e suggestivi del mondo. Un risultato eccezionale che premia l’impegno e l’entusiasmo di tutti coloro che hanno lavorato a questa iniziativa.

“Sono felice e orgoglioso che l’Inda sia stata scelta per riaprire il teatro di Pompei – afferma il commissario straordinario dell’Inda, Alessandro Giacchetti -. Un evento di portata culturale straordinaria, non solo per Pompei, ma anche per la fondazione, che per la prima volta si presenta in questo scenario suggestivo e, direi, per l’intero Meridione. Un’occasione eccezionale  – prosegue – per festeggiare anche al di là dei confini cittadini i cento anni di rappresentazioni classiche. Pompei offre una vetrina internazionale di straordinaria importanza e condivido con il commissario del comune di Pompei Aldo Aldi la speranza di potere ripetere questa meravigliosa iniziativa anche nei prossimi anni. Vogliamo trasmettere un messaggio di speranza attraverso l’arte – conclude Giacchetti – in questo momento di crisi la cultura riesce ad unire le eccellenze nazionali ed a valorizzare un patrimonio unico al mondo”.

Secondo il Commissario Straordinario del Comune di Pompei Aldo Aldi, “finalmente dopo anni e anni di inattività posso annunciare la riapertura del teatro grande all’interno degli scavi di Pompei grazie alla collaborazione interistituzionale tra Comune, Sovrintendenza, Regione e Procura della Repubblica di Torre Annunziata, che ne ha disposto il dissequestro. Tutto questo grazie alla collaborazione con l’Inda, che festeggia anche a Pompei il suo centenario. Auspico  – conclude Aldi – che questo possa essere l’inizio di una lunga serie di eventi da pianificare all’interno degli scavi nell’interesse economico e culturale della città”.

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