Johnson, tendo mano all’Ue ma backstop è morto. Bruxelles lo gela, accordo Brexit non si tocca

Johnson, tendo mano all’Ue ma backstop è morto. Bruxelles lo gela, accordo Brexit non si tocca
Boris Johnson
29 luglio 2019

Boris Johnson e’ “pronto a tendere la mano” all’Ue e a fare “migliaia di miglia di sforzi supplementari” per raggiungere un nuovo accordo sulla Brexit. Ma ribadisce che l’intesa raggiunta da Bruxelles con Theresa May “e’ morta” e che il vincolo del backstop sul confine irlandese “non e’ buono” e deve sparire. A queste condizioni – aggiunge alla Bbc il neopremier, in visita in Scozia – “ci sono tutte le chance di poter avere un deal”. Johnson dice poi di non vedere “alcuna ragione” per un secondo referendum sulla secessione scozzese.

Non si è fatta attendere la risposta dell’Ue. “Come il presidente Juncker ha gia’ detto al premier Johnson, la posizione dell’Ue rimane invariata – ha sottolineato un portavoce della Commissione Ue -. Abbiamo concordato un accordo di divorzio con il governo del Regno Unito ed e’ il migliore possibile”. In sostanza, “siamo disposti ad aggiungere elementi alla dichiarazione politica – ha aggiunto -, ma non riapriremo l’accordo”.

Dunque, deal o no-deal, questo il dilemma. E intanto, il neo primo ministro britannico si ritrova anche nel mirino scozzese. La “rigida” posizione sulla Brexit di Boris Johnson sta guidando il Paese verso il “disastro”, ha avvertito la primo ministro scozzese Nicola Sturgeon. “Il popolo scozzese non ha votato per questo governo Tory, non ha votato per questo nuovo primo ministro, non ha votato per la Brexit e certamente non ha votato per una catastrofica Brexit senza accordi che Johnson ha ora in pianificazione”, ha detto Sturgeon, riservando a Boris “il rosso” un’accoglienza non proprio calorosa. Secondo lei “la Scozia è stata ignorata durante tutto il processo Brexit ed è giunto il momento per tutti coloro che hanno a cuore il futuro della Scozia di riunirsi per tracciare il nostro percorso e dire ai Tories: smettetela di guidare il nostro Paese verso il disastro”.

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Sturgeon ha poi dato un gelido benvenuto a Johnson, senza troppe cerimonie, dopo che persino la conservatrice scozzese Ruth Davidson aveva lanciato una sfida provocatoria al nuovo premier britannico, impegnandosi a rifiutare di sostenere una Brexit senza accordo prima della sua prima visita in Scozia come primo ministro. Successivamente Johnson ha affermato di essere “con Ruth” nella sua determinazione a evitare un no deal per Brexit e stipulare un nuovo accordo, nonostante le affermazioni dei giorni scorsi di ben altro tenore. Chiaramente un ramo d’ulivo, promettendo inoltre sostegno alla campagna di Ruth Davidson per diventare il prossimo primo ministro scozzese.

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