La Camera approva la legge sulla class action, ora tocca al Senato

La Camera approva la legge sulla class action, ora tocca al Senato
4 ottobre 2018

Con voto bipartisan (365 voti a favore, 103 astensioni e nessun voto contrario) la Camera ha approvato la nuova legge sulla class action che passa ora all’esame del Senato. Il Governo del Cambiamento – festeggiano i Cinque Stelle con la capogruppo in commissione Giustizia e prima firmataria della proposta di legge Angela Salafia- mette al centro i cittadini perbene e le imprese oneste. Chi si oppone a questa riforma non vuole fare passi avanti nella difesa del cittadino e fa di tutto affinché nulla cambi. Attendiamo che la proposta venga adesso approvata anche in Senato”.

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“Con la riforma approvata alla Camera – spiega la deputata- offriremo ai più deboli uno strumento che funziona veramente, dopo quasi dieci anni dalla prima legge sulla “class action. La nostra legge, invece, sarà una vittoria per tutti: cittadini e non solo consumatori, che così avranno più strumenti per difendersi dalle vessazioni; tribunali ordinari, che avranno meno carico; imprese virtuose, che non avranno nulla da temere, perché potranno finalmente operare in un mercato in cui la concorrenza è leale e ispirato a meritocrazia. Ciò comporterà meno spese per le aziende, che si potranno costituire solo in una causa e non necessariamente in 100. Inoltre, il Tribunale delle Imprese, con la sua ‘specializzazione’ offrirà maggiori rassicurazioni anche alle aziende”.

“L’obiettivo della legge – ha sottolineato il deputato Alfredo Bazoli che ha fatto la dichiarazione di voto favorevole del Pd – è condiviso dal Pd perché si propone di offrire una tutela migliore ai diritti collettivi dei consumatori che oggi ancora non hanno. E’stato fatto un buon lavoro ma riteniamo che ci siano ulteriori margini per migliorare la norma e ci attendiamo da parte della maggioranza una attenzione diversa alle proposte avanzate dal gruppo del Pd nel successivo passaggio parlamentare”. Secondo Bazoli, inoltre, si tratta di “una legge importante perché tutela diritti che altrimenti non trovano riconoscimento nel nostro ordinamento”.

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“Ci sono – ha osservato Bazoli – ancora molti diritti dei consumatori, di utenti di servizi pubblici che per il loro contenuto esiguo non vengono fatti valere da chi invece dovrebbe farlo. Con l’azione di classe invece, questo diventa possibile, migliorandone la tutela e introducendo anche un principio di moralizzazione del mercato che induce le imprese erogatrici di servizi a comportamenti virtuosi. Riteniamo quindi – ha concluso il parlamentare del Pd – che questa norma sia opportuna ma da migliorare e perfezionare ulteriormente anche perché entrerà in vigore la nuova direttiva europea”.

Forza Italia, invece, si è astenuta. “L’Aula di Montecitorio ha accolto, in relazione all’esame del provvedimento sulla cosiddetta class action, la nostra proposta sul principio della irretroattività della nuova disciplina. Una misura di buon senso, un grande successo del gruppo di Forza Italia che premia il nostro lavoro in Commissione e in Aula. Ma non possiamo votare a favore”, hanno dichiarato i deputati azzurri Pierantonio Zanettin e Giusi Bartolozzi.

Cosa prevede la legge

Il provvedimento e’ composto da 7 articoli attraverso i quali riforma l’istituto dell’azione di classe, attualmente previsto dal Codice del consumo (d.lgs. n. 206 del 2005), riconducendone la disciplina al codice di procedura civile. In sintesi, il provvedimento prevede:

– lo spostamento della disciplina dell’azione di classe dal codice del consumo al codice di procedura civile, nel nuovo Titolo VIII-bis (articoli da 840-bis a 840-sexiesdecies);

– il passaggio di competenza dal tribunale alla sezione specializzata in materia di impresa dei tribunali (e delle Corti di Appello);

– l’ampliamento delle situazioni giuridiche tutelate e degli strumenti di tutela, con la previsione di un’azione inibitoria collettiva verso gli autori delle condotte lesive; – l’articolazione della Class Action in tre fasi: la prima e la seconda relative, rispettivamente, all’ammissibilita’ dell’azione e alla decisione sul merito, e l’ultima relativa alla liquidazione delle somme dovute agli aderenti all’azione;

– la disciplina dell’adesione all’azione di classe, consentita sia prima che dopo la sentenza che accoglie l’azione;

– la disciplina del compenso per i rappresentanti della classe ed i difensori, in caso di accoglimento della domanda, col riconoscimento della cosiddetta quota lite;

– l’ampio ricorso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione a fini di pubblicita’ della procedura. Passa inoltre il principio della irretroattivita’ che blocca il meccanismo, previsto inizialmente nel testo della proposta di legge, che la Class action possa essere chiesta anche contro eventi accaduti prima dell’entrata in vigore della legge.

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