La disumanità di Trump: l’audio dei pianti dei bimbi strappati ai genitori migranti

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19 giugno 2018

Il quotidiano online americano ProPublica ha ottenuto e pubblicato l’audio registrato all’interno di un centro di detenzione in cui dieci migranti minori sono stati appena separati dai loro genitori. Oltre alle urla e ai pianti (i bimbi chiamano insistentemente la mamma e il papà) a un certo punto si sente la voce di un agente americano. “Bene, abbiamo una orchestra. Quello che manca è il direttore d’orchestra”, si sente nella registrazione.

“Molti di loro sembra piangano così tanto da riuscire a respirare a fatica”, si legge nell’articolo di ProPublica. Una bimba del Salvador di sei anni chiede invece più volte di chiamare sua zia, dice di sapere il numero a memoria: “Mia mamma mi ha detto che sarei andata con mia zia e che sarebbe arrivata a prendermi il prima possibile”. Da aprile a maggio più di 2.300 bambini sono stati separati dalle loro famiglie dopo essere stati fermati negli Stati Uniti dove sono entrati senza documenti dal confine con il Messico. Ad aprile Trump ha iniziato le politiche “di tolleranza zero” che prevedono di perseguire legalmente chiunque riesca ad entrare negli Stati Uniti senza un visto regolare. Più di cento di questi bambini hanno meno di quattro anni. L’audio pubblicato da ProPublica è stato registrato la settimana scorsa all’interno di un centro di detenzione della U.S. Customs and Border Protection. La persona che ha registrato l’audio ha chiesto di restare anonima per paura di vendette. L’audio è stato consegnato a ProPublica da Jennifer Harbury, un’avvocato che si occupa di diritti civili e che per decenni ha vissuto nella Rio Grande Valley, lungo il confine tra Texas e Messico.

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