La fiducia fa a pezzi i Cinquestelle. Cresce la fronda

La fiducia fa a pezzi i Cinquestelle. Cresce la fronda
Matteo Salvini e Luigi Di Maio
8 novembre 2018

La fronda cresce. Checché se ne dica, entra anche Virginia La Mura nella squadra dei dissidenti Cinquestelle. La senatrice va ad aggiungersi ai suoi colleghi Elena Fattori, Gregorio De Falco, Paola Nugne e Matteo Mantero che in questi giorni hanno bocciato pubblicamente e in tutte le salse, il dl Sicurezza. E, coerentemente, così hanno fatto al Senato uscendo dall’Aula, in barba finanche all’invito di Luigi Di Maio, a rimanere compatti “come una testuggine romana”. Invito che nei giorni scorsi ha fatto saltare in aria il capo dei ribelli, De Falco, secondo il quale è un’espressione che manifesta “un’idea padronale del Movimento”. Conosciamo bene i toni dell’ex comandante della capitaneria di porto, divenuto popolare proprio per aver mandato a qual paese l’ex comandante, Francesco Schettino, con quel celeberrimo “vada a bordo c…”.

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Ed è questa l’aria che tira all’interno del MoVimento, ovvero di una tensione che oramai sarà difficile debellare e che con il voto di ieri ha segnato uno spartiacque per la consistenza del gruppo dei dissidenti. E non sarà certo facile come prima, per Di Maio, espellere dal partito un parlamentare “in un fiat”. I numeri in Aula non sono esoterismo. Lì sì che uno vale uno, nel senso che un parlamentare è un voto. Quindi, per il vice premier, è giunto il momento di dimostrare di saper essere un vero capo politico e non perché sta scritto sullo statuto grillino. Sono sempre più numerosi, rispetto alla scorsa legislatura, i parlamentari 5 stelle che continuano a manifestare insofferenza. Dice senza mezzi termini, la senatrice Nugne: “Io sono portatrice della visione iniziale del MoVimento e non condivido questa trasformazione alla quale stiamo assistendo”. O come non ricordare il post dei giorni scorsi della senatrice Fattori: “Alleanza con la Lega, Tap, Ilva, migranti, condoni. Se mesi fa avessi raccontato questo mi avrebbero rincorso con i forconi”.

Anche la “new entry” La Mura comincia a far sentire la sua voce a Di Maio: “Pure io sono uscita dall’Aula, non potevo dare il mio voto al decreto Sicurezza, se mi si vuole costringere a votare un decreto attraverso la fiducia non posso fare altro che uscire dall’Aula. Questo decreto non mi appartiene e ritengo vada anche contro i principi del Movimento 5 Stelle stesso”. Non solo, ma la senatrice di Pompei rincara la dose, pubblicando su Facebook una presa di posizione contro i condoni edilizi e a favore della demolizione delle costruzioni abusive. E’ questo con cui deve e dovrà avere a che fare il capo politico avellinese. Una fronda che con Roberto Fico da un lato, e Alessandro Di Battista dall’altro, non può che alimentarsi.

Il presidente della Camera, com’è noto, guarda sempre più con attenzione la sinistra; mentre il rivoluzionario amante del “Che” mira a risvegliare gli animi dei grillini della prima ora. Anche dai recenti sondaggi emerge che nel M5s qualcosa non va più come prima. Alle elezioni il MoVimento conquistò il 32 per cento dei consensi, la Lega invece il 17 per cento. Oggi, le posizioni sono totalmente cambiate: la Lega ha raggiunto circa al 30 per cento mentre il M5s ha perso qualche punto e si ferma intorno al 29%. E questo si riflette, ovviamente, anche al governo. Ne è convinto anche De Falco: “Io sono stato un sostenitore del governo con la Lega. Il problema non è Salvini, siamo noi. Che siamo gli azionisti di maggioranza e non ci facciamo valere”.

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