La Nuova Zelanda riscopre l’antica lingua maori, anche nel rap

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25 settembre 2018

All’interno di un “marae” luogo sacro dedicato a cerimonie e celebrazioni tribali, un gruppo di studenti della Wellington high school assiste ad uno spettacolo teatrale recitato in maori. Una scena impensabile in Nuova Zelanda fino a 10 anni fa, quando questa antica lingua veniva ormai considerata condannata a scomparire, dopo decenni in cui è stata addirittura vietata nelle scuole.

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Ma poi qualcosa è cambiato: l’attenzione per la cultura indigena è cresciuta, sono fioriti corsi, alcune espressioni tribali sono entrate nelle poesie e nelle canzoni dei rapper. “Io vedo la lingua maori come un enorme arricchimento per la Nuova Zelanda, e una opportunità – dice Charles Royal – docente ed esperto dell’antico alfabeto – Bisogna farla uscire dall’ombra e farla entrare in pieno nella vita neozelandese. Voglio vincere questa battaglia mostrando la bellezza della lingua neozelandese”. La strada è ancora lunga ma i primi risultati si vedono, tanto che alcune parole indigene sono entrate nel linguaggio comune. L’obiettivo del governo è che nel 2040 oltre 1 milione di persone parli l’antica lingua del Sud Pacifico correntemente.

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