La storia di Sabrina, pilota italiana non vedente, diventa un film

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27 febbraio 2019

Sabrina Papa, 48 anni, pugliese di nascita e romana d’adozione, è la prima e per ora unica allieva pilota italiana non vedente. Sabrina è cieca dalla nascita a causa di una distrofia retinica ma ha sempre avuto avuto la passione per il volo e così, appena ha potuto, è salita su un aereo e… ha iniziato a pilotarlo. Non da sola, certo. Dapprima con l’aiuto del suo istruttore di volo, Sergio Pizzichini su un ultraleggero SkyArrow, poi in Francia, dove da anni esiste un’associazione di piloti non vedenti che si chiama “Les Mirauds Volants”.

Oggi Sabrina ha quasi 40 ore di volo come allieva pilota ed è protagonista del docufilm “Chiudi gli occhi e vola”. “Realizzare questo documentario è stato divertentissimo – ha spiegato ad askanews – poi durante la lavorazione del film ci siamo rese conto che un messaggio molto importante, fondamentale, è quello che anche i sogni impossibili si possono realizzare e ‘questo non puoi farlo’, che non solo a noi disabili ma a chiunque viene sempre ripetuto, è una menzogna stratosferica”. “Dopo 3 anni d’esperienza e più di 40 ore – ha aggiunto – sto abbastanza bene dal punto di vista della pratica. Con l’aereo con cui volo più spesso ormai ho una dimestichezza tale che ormai è come se fosse un prolungamento di me stessa. Lo sento parte di me, mi sento un tutt’uno con l’aereo. Con la teoria sono un po’ più indietro perché me la devo cavare da sola, non esistendo manuali accessibili digitalizzati li devo scansionare e, insomma, è un po’ arrangiato mentre è una cosa che mi piacerebbe fare in maniera più strutturata e approfondita”.

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Dietro la telecamera, l’occhio sensibile della regista italiana Julia Pietrangeli che, nel film di 40 minuti prodotto da Human Installations e già selezionato da diversi festival internazionali, racconta la storia di Sabrina e dei “Mirauds volants”. “All’inizio pensi al volo come una metafora poetica – ha spiegato – il non vedente che vola è una metafora potentissima se vogliamo ma c’era qualcosa di ancora più forte, a mio avviso che ho appreso stando accanto a Sabrina e a tutti gli altri: la libertà è responsabilità”. “Tutti sapevano che era una cosa impossibile, poi è arrivato un pazzo che non lo sapeva e lo ha fatto”. Come la metafora del calabrone che non sa di essere troppo pesante per volare e vola lo stesso, è questa la frase che riassume il senso di tutto il film e della straordinaria avventura di Sabrina e dei piloti non vedenti. A dimostrazione che, sulla terra come tra le nuvole, non esistono limiti per chi sa vivere all’altezza dei propri sogni.

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