La svolta Pd: Zingaretti e quel ‘Piaggio Sì’ che va soltanto a pedali

La svolta Pd: Zingaretti e quel ‘Piaggio Sì’ che va soltanto a pedali
14 maggio 2019

Sembrava che l’elezione di Nicola Zingaretti a segretario avesse rivitalizzato il PD. Ma, a quanto pare, l’effetto novità si è già esaurito. Certo il compito del governatore del Lazio è molto complicato, eppure Zingaretti avrebbe dei margini per riconquistare il consenso perduto in questi ultimi anni. Per farlo, però, serve una strategia (politica e di comunicazione) di cui, almeno per ora, non c’è traccia.

Innanzitutto al segretario del PD manca un ampio progetto per ripensare le politiche della sinistra ai tempi dei sovranisti (il solo richiamo ai fuoriusciti del partito e agli ex alleati rischia di essere un boomerang). Non si intravede un’alternativa di governo. Possibile che tra i Dem non ci siano più teorici politici in grado di immaginare scenari e avere visione? Lo stesso vituperato Matteo Renzi aveva un piano. Sbagliato ma lo aveva (ha tentato di fare il Blair del PD mentre doveva fare il Macron).

Poi c’è bisogno di un programma innovativo. Ad oggi conosciamo vagamente soltanto la cornice politica che ha disegnato Zingaretti (lo spostamento a sinistra del partito) ma non i contenuti della sua proposta politica. Mancano le idee e ci sono errori clamorosi, come quello di aver lasciato al M5S la lotta alla povertà (reddito e pensioni di cittadinanza e salario minimo orario) e la lotta ai privilegi (taglio dei vitalizi, degli stipendi dei parlamentari, delle pensioni d’oro, etc.).

Non meno importante è la comunicazione. Zingaretti non scalda e non incide. Appare come un vecchio funzionario di partito. Non parla ai giovani (essenziali per innescare il cambiamento in un movimento che si è avvitato su se stesso), non parla agli ex elettori Dem né agli indecisi (meglio sorvolare sui manifesti del Pd per le Europee brutti e con slogan troppo vaghi).

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Eppure Nicola Zingaretti avrebbe buone possibilità di conquistare consenso e di ricostruire il partito. È un politico preparato, che ha imparato l’importanza di mediare e di sorridere. Ma per ora non ha sfruttato granché le sue qualità e non ha costruito un Altrove (anche perché i Dem sono in crisi da tempo). È come se fosse salito su un Sì (vi ricordate il mitico motorino della Piaggio?) e invece di accendere il motore lo facesse muovere solo con i pedali. In questo modo non può andare lontano. Né lui né il PD.

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