L’addio all’Asi di Battiston: esco a testa alta

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7 novembre 2018

“Esco da quella porta a testa alta. Torno a fare il mio mestiere di ricercatore perché fortunatamente appartengo alla categoria di persone che hanno un mestiere e quindi possono mettersi al servizio del Paese e poi tornare a fare il loro mestiere”. Non le manda a dire il fisico Roberto Battiston e nel suo discorso di commiato ai colleghi dell’Asi (dalla cui presidenza è stato esautorato per volere del ministro della Ricerca e Istruzione, il leghista Marco Bussetti) prova a togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

“Sono molto fiero di aver condiviso con voi questi anni – ha detto – sono stati anni molto duri, l’Asi che mi sono trovato il 14 maggio del 2014 era un po’ diversa, po ciascuno farà le su valutazioni, però alcuni fatti sono oggettivi e credo che oggi l’Asi abbia una visibilità positiva nazionale oltre nazionale e una stima professionale che merita, perché senza Asi lo Spazio non si fa”. “Sono onestamente orgoglioso di aver fatto un pezzo di strada con voi, prima di venire qua facevo un altro mestiere bellissimo studiando i misteri dell’universo, cosa che tornerò a fare perché fortunatamente appartengo alla categoria di persone che hanno un mestiere e quindi possono mettersi al servizio del Paese e poi tornare a fare il loro mestiere; questo non è vero per tutte le persone che si mettono al servizio del Paese, nella politica piuttosto che in altre situazioni”.

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“L’Asi è troppo importante in questo Paese, è una di quelle non troppe cose che questo Paese ha saputo seminare, far crescere e mantenere vive per 50 anni in settori difficili: la ricerca, la tecnologia, il progresso, i rapporti internazionali. Settori difficili perché gli alti e bassi e le difficoltà organizzative di questo nostro benedetto Paese ci rendono fragili non solo come istituzioni ma anche come industria, ricerca, università. Senza l’Asi i nostri ricercatori non potrebbero fare missioni che durano 20 anni come Rosetta, come Cassini, non saremmo presenti in Esa, non faremmo parte di progetti fantastici. Senza Asi questo non accade”. “Voi siete un gruppo di persone senza le quali lo spazio italiano non può esistere, siatene orgogliosi, fate il meglio possibile il vostro lavoro e vedrete che guardandovi indietro sarete orgogliosi, come lo sono io, degli anni che avete speso in Asi, grazie”.

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