L’allarme di Visco, irrita Lega-M5s. Ma è sempre braccio di ferro su Tav

L’allarme di Visco, irrita Lega-M5s. Ma è sempre braccio di ferro su Tav
Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Matteo Salvini
3 febbraio 2019

Sono trascorsi poco più di quarant’otto ore da quando il premier Giuseppe Conte aveva parlato di condizioni ottimali affinche’ il 2019 sia “un anno bellissimo”. Sara’ anche per questo motivo che la ‘gelata’ arrivata dal governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco all’Assiom Forex non e’ stata gradita, secondo quanto riferiscono fonti parlamentari sia di M5s che della Lega, dalla maggioranza. Nessun commento ufficiale, “riusciremo a non aumentare l’Iva per il 2019”, si e’ limitato a dire Luigi Di Maio. Visco ha parlato dei “rischi del Pil”, dalle “incertezze sulla politica di bilancio”, della necessita’ urgente di “riforme strutturali” e di “tenere alta l’attenzione all’equilibrio dei conti”.

Nessun riferimento all’eventualita’ di una manovra correttiva. “Non l’ho mai nominata, bisogna mantenere sangue freddo”, ha aggiunto. Un eventuale intervento di questo tipo e’ stato sempre smentito dal governo e in ogni caso verrebbe attuato dopo le Europee, non prima. Ma dietro le quinte sia all’interno del governo che nella maggioranza si sottolinea come l’andamento attuale dell’economia sia dovuto ai precedenti governi. Il ‘refrain’ sotto traccia e’ che tutti gli attori in campo devono dare una mano per aiutare il Paese. I giallo-verdi puntano sui provvedimenti bandiera – Quota cento e reddito di cittadinanza – per imprimere uno slancio all’economia. Il ‘decretone’ arrivera’ al Senato e nella maggioranza non si escludono delle modifiche. Con emendamenti del governo per esempio sull’aumento dei fondi per i disabili. Intanto i due azionisti dell’esecutivo continuano nel braccio di ferro sulla Tav.

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Di Battista e’ ‘tranchant’: “Se la Lega vuole farla torni da Berlusconi e non rompesse i coglioni…”. “Finche’ ci sara’ il M5s, non c’e’ storia”, rilancia Di Maio. Salvini cerca di gettare acqua sul fuoco: “Cercheremo di trovare una soluzione”. Nel pomeriggio e’ dovuto intervenire il premier Conte per evitare che lo scontro degeneri. Ricordando – e sembra un assist al partito di via Bellerio – che “il contratto di governo prevede una ‘revisione’ del progetto”. Ma il presidente del Consiglio ha sottolineato anche la necessita’ di procedere all’analisi costi-benefici e di riservarci la decisione all’esito di questa valutazione finale che contemplera’ tutte le implicazioni tecniche, economiche, sociali”. In ogni caso la partita e’ destinata a rimanere aperta ancora per molto tempo. Il tentativo e’ quello di andare oltre le Europee anche se la Francia preme affinche’ ci sia il rispetto degli accordi e anche la Lega non sembra essere disponibile a rinviare il ‘dossier’. La soluzione? “Il referendum e vincoliamo la decisione del Parlamento al volere degli italiani”, la ricetta del partito di via Bellerio.

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