Trump annuncia: “Presto pianteremo bandiera su Marte”

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5 luglio 2019

Dai Padri fondatori agli eroi di Iwo Jima, dalla battaglia di Gettysburg all'”esercito dello spazio”: Donald Trump ha celebrato il “piu’ grande viaggio politico nella storia dell’umanita’”, come aveva annunciato, in un discorso di tre quarti d’ora per celebrare il 4 Luglio, giorno dedicato alle celebrazioni della dichiarazione d’Indipendenza degli Usa. Al Lincoln Memorial, davanti a decine di migliaia di persone, Trump ha reso onore a tutti i corpi militari del Paese ma anche alle battaglie per i diritti civili e ai grandi inventori americani, dai Fratelli Wright a Thomas Edison. Nel “Saluto all’America”, il discorso che ha rotto la tradizione delle celebrazioni del 4 Luglio degli ultimi settant’anni, Trump ha pero’ rinunciato a un discorso politico a uso interno, come temevano molti, per lanciare un messaggio al mondo: “La nostra nazione oggi e’ piu’ forte che mai ed e’ ora la piu’ forte”, ha avvertito.

“Il futuro”, ha aggiunto, “appartiene a noi, regneremo per sempre”. Trump ha sottolineato come non ci sia “niente che l’America non possa fare” e ricordato che gli Stati Uniti, “la piu’ straordinaria nazione nella storia mondiale”, “possiedono le piu’ potenti armi della terra”. “Il cielo appartiene all’America”, ha aggiunto il presidente, andando anche oltre con l’augurio che la “bandiera americana possa essere piantata su Marte”. Trump ha declamato il suo discorso con l’aiuto di un ‘gobbo’, parlando dietro un enorme vetro antiproiettile, circondato dai cittadini, molti chiamati su invito, in uno scenario che ha ricordato i comizi elettorali. Salutato da molti applausi, per quattro volte il discorso si e’ interrotto per lasciare spazio all’esecuzioni di musiche e voli di esibizione per onorare la Guardia costiera, la Marina, l’esercito e il corpo dei marines.

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Alla fine, dopo aver rivolto un richiamo all’unita’, ricordando che quello americano e’ un “popolo che condivide un sogno e un destino magnifico”, il presidente ha invitato sul palco, accanto a se’, la moglie Melania, il vice presidente, Mike Pence, con la moglie Karen, e i vertici militari, con marina, esercito e aviazione che non hanno mandato i comandanti, ma i vice, e ha chiuso le celebrazioni con le note di “Proud to Be an American”, una delle canzoni preferite dal presidente. La festa per l’Indipendenza e’ stata caratterizzata proprio dalla parata militare voluta da Trump con gli aerei da guerra tra cui gli stealth B2, che sorvolavano il Mall tra i cori “Usa, Usa” della folla. Il presidente americano ha promesso di portare avanti la conquista dello spazio, con il ritorno sulla Luna e lo sbarco sul pianeta rosso: “Molto presto pianteremo la nostra bandiera su Marte”, ha assicurato. “Oggi siamo qui come un solo Paese per un omaggio molto speciale all’America”, ha ricordato il presidente nel suo intervento ritardato a causa del maltempo.

“Celebriamo la nostra storia, la nostra gente e gli eroi che difendono con orgoglio la nostra bandiera e gli uomini e le donne coraggiosi dell’esercito degli Stati Uniti”, ha aggiunto. “Tutti insieme”, ha affermato Trump, “siamo parte di una delle piu’ grandi storie di sempre, la storia dell’America. Lo stesso spirito americano che ha dato coraggio ai nostri fondatori ci ha fatto restare forti attraverso la storia e in questo giorno questo spirito scorre ancora nelle vene di ogni patriota americano. Vive in ognuno di voi”. “Un patrimonio straordinario”, lo ha definito il presidente. Sferzante Joe Biden, l’ex vice di Obama candidatosi alle primarie democratiche per la Casa Bianca: “Un evento per accarezzare il suo ego”, lo ha liquidato. La cerimonia ribattezzata “Saluto all’America” e’ stata preceduta dagli scontri davanti alla Casa Bianca, dopo che una bandiera degli Stati Uniti e’ stata bruciata in segno di protesta. Il gesto dei contestatori del gruppo Revolution Club ha scatenato la reazione dei sostenitori di Trump, tra cui militanti di estrema destra. Il Secret Service e’ intervenuto e ha operato diversi fermi.

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