Lannutti: “Il governatore Visco dovrebbe andare in prigione”

Lannutti: “Il governatore Visco dovrebbe andare in prigione”
Il presidente dell'Adusbef, Elio Lannutti
20 ottobre 2017

Tutela da trent’anni i consumatori soprattutto del settore finanziario. Ed è noto per il suo linguaggio diretto: “Visco dovrebbe essere accompagnato in prigione, se fossimo in un paese normale”. Elio Lannutti è un fiume in piena, appena sente parlare di Bankitalia. “Sette crack bancari, non hanno visto nulla. Sette mila dipendenti e oltre un miliardo di euro di costi, in Bankitalia non ha visto niente nessuno”, sbotta il presidente dell’Adusbef.

Presidente: Etruria, Ferrara, Chieti e Marche, quattro nomi, quattro banche…

“I risparmiatori sono trattati come criminali. Quelli espropriati e truffati dal ‘bail, quell’esproprio criminale del risparmio approvato da Padoan e Visco a loro insaputa, non hanno più nulla. Questi poveretti noi cerchiamo di difenderli, non hanno più nulla, neppure i soldi per curarsi. Io sono indignato dinnanzi a questi comportamenti, a questi “bankester”, li ho rinominati a metà strada tra banchieri e gangster”.

Nel mirino c’è Bankitalia, ma soprattutto la gestione Visco.

“Ignazio Visco è stato l’Attila del risparmio, con una piccola aggravante, che ha mandato i suoi fiduciari a Carichieti, una banca risanata. Ma l’ha commissariata, doveva farlo 2 anni prima, ma l’ha commissariata mandando i suoi fiduciari che hanno causato il crack quando si sono insediati, e sono indagati dalla Procura di Chieti per bancarotta. Come hanno fatto con la Popolare di Vicenza, Etruria doveva essere acquisita dalla Popolare di Vicenza di Zonin, lo spicciafaccende di Visco, un uomo, questo Zonin, che ha corrotto tutti nel suo sistema”.

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Siamo ad una vigilia della nomina del nuovo governatore di Bankitalia. Si starebbe lavorando alla riconferma di Visco.

“Purtroppo c’è un degrado di questo Paese…non ci sono più le istituzioni, non c’è più il senso della vergogna. Questo è il paese alla rovescia, dove i faccendieri e i ladri vengono premiati, gli onesti vengono perseguitati. Io ritengo che in questi 7 crack bancari sono tutti colpevoli, complici. Non hanno visto nulla. In una Banca d’Italia che ha 7 mila dipendenti e che costa oltre un miliardo di euro, nessuno ha visto nulla. Io non credo che ci sia qualcuno nella Banca di Italia che possa fare il governatore. E se Visco verrà confermato, non ci sarà più credibilità né in Italia, né all’estero. E se lo riconfermano vogliono che come governatore ci sia un pupazzo, una marionetta”.

Eppure il liquidatore di Banca Etruria ha chiesto 400 milioni di danni agli ex vertici, tra i quali c’è nella lista il padre di Maria Elena Boschi.

“Io sono critico anche con quel liquidatore. Perché quel liquidatore ha addebitato ai consiglieri di amministrazione di non avere assecondato i diktat di Visco secondo cui Banca Etruria doveva fondersi con Popolare di Vicenza, cadendo dalla padella alla brace. Il problema non è tanto quello di chiedere i soldi dopo, soldi che non ci sono più. Il problema è quello di prevenire i crack. E non con quell’ulteriore truffa che è il mettere l’educazione finanziaria”.

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L’attacco di Renzi a Visco ha scatenato un putiferio, mettendo tutti contro, sia all’interno del Pd che del governo.

“Questo è un gioco al massacro sulla pelle di 350 mila espropriati che hanno perso tutto. Parliamo di 350 mila persone che avevano rapporti con le sette banche fallite.  Renzi non ha il minimo di credibilità, Renzi è quello che disse “Enrico stai sereno”… “l’Alitalia riprende il volo”… “investite nel Monte dei Paschi di Siena” e ha fatto crack… Renzi non ha credibilità alcuna ormai, come Donascimiento e Wanna Marchi e tutti i venditori di pentole bucate… E’ la tragedia di un Paese che non potrà avere futuro con questa classe politica. Perché delle due l’una: o qualcuno ha la responsabilità, lo stanno accertando i magistrati, parliamo di 110 miliardi di risparmi bruciati,  e in questo caso allora si procede, oppure è come fossimo in una fiction”

C’è chi vede la Commissione Inchiesta Banche una farsa. Per lei?

“La vediamo come l’ennesima frode per insabbiare, perché se non avessero voluto insabbiare non facevano dimettere Casini, l’uomo buono per tutte le stagioni si dimette da presidente della Commissioni Esteri del Senato. Casini è stato eletto con 21 voti su 40, quindi ben 19 non erano per Casini. E invece assume poteri quasi dittatoriali, questa Commissione non farà nulla di buono, farà tutto per insabbiare”.

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