L’arte di Fatma Bucak, al centro delle sue opere politica e paesaggi

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23 ottobre 2018

L’arte di Fatma Bucak, artista nata nel Sud della Turchia, vicina al confine con la Siria, approda alla Galleria d’Arte Moderna di Palermo. Il progetto, nato dalla collaborazione tra Fondazione Merz, la GAM di Palermo e il Festival delle Letterature Migranti, presenta in concomitanza con Manifesta 12 la Biennale Nomade Europea, “So as to find the strength to see”.

L’artista, che mette al centro delle sue opere l’identità politica, la mitologia religiosa e il paesaggio come spazio di rinegoziazione storica, ha spiegato il progetto: “Questa mostra apre con una riflessione sulla storia, come si scrive oggi la storia, come si parla di alcuni temi, quali sono le storie che fanno parte della storia umana oggi e quali no, quindi porta alla Gam di Palermo alcuni paesaggi di confine, dove alcune storie e alcuni vissuti si mostrano in diverse forme con video, installazioni sonore, scultura, come ad esempio il confine tra Armenia e Turchia o quello tra Texas e Messico”. “Poi c’è una riflessione su quella ‘perfetta storia bianca’, che ha poi però delle lacune e questa riflessione viene espressa in questa installazione ‘Enduring nature of thoughts'”.

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Il progetto prevede una proiezione video di grande impatto emotivo e visivo inserita nel percorso della collezione storica della Galleria e alcune installazioni in spazi interni ed esterni del Museo Civico. Beatrice Merz presidente dell’omonima Fondazione: “Noi portiamo avanti questo programma di scelte di artisti che vengono da paesi difficili da molti anni, su Palermo abbiamo iniziato il programma ‘Punte brillanti di lance’, una sorta di collaborazione con le istituzioni locali e questa mostra si inserisce proprio al suo interno”.

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