I lavoratori di Blutec sul piede di guerra

I lavoratori di Blutec sul piede di guerra
21 gennaio 2019

I lavoratori di Blutec in assemblea davanti ai cancelli dello stabilimento ex Fiat di Termini Imerese. Un’assemblea molto partecipata, da cui e’ emersa grande preoccupazione per il futuro di tutti i 694 lavoratori, a cui si aggiungono i 300 dell’indotto. “L’azienda dicono Michele De Palma, segretario nazionale della Fiom Cgil e Roberto Mastrosimone, segretario generale Fiom Sicilia – non sta rispettando nessuno degli impegni assunti al Mise a meta’ dicembre su Meta’salute, sulla copertura di Cometa, sulla corresponsione del welfare aziendale e sul pagamento degli stipendi entro il 15 gennaio per i 130 lavoratori rientrati in fabbrica”. L’azienda, inoltre, non sembra aver versato la prima rata a Invitalia di 4,5 milioni di euro, dei 21 milioni di euro in totale da restituire. Il rischio e’ che salti tutto il percorso di reindustrializzazione e di rioccupazione che riguarda complessivamente mille lavoratori.

“Riteniamo che questa situazione di incertezza – aggiungono i sindacalisti della Fiom – possa creare problemi anche per il rinnovo della cassa integrazione per il 2019, su cui c’e’ gia’ un accordo ma siamo in attesa del decreto”. Oltretutto, per i 62 lavoratori della Ssa e della Manital, a cui e’ scaduta la Naspi il 31 dicembre 2018, “nonostante l’impegno annunciato dal ministro Di Maio”, non si e’ proceduto al rinnovo. Chiesto un incontro urgente al presidente delle Regione, Nello Musumeci: “Incontreremo il prefetto – annunciano – per sollecitare la convocazione di un tavolo ministeriale con il ministro Di Maio. Se la situazione non dovesse sbloccarsi, organizzeremo iniziative di protesta davanti alla sede della Regione Sicilia”.

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“Dopo tanti anni i circa 600 operai ex Fiat sono stanchi di attendere risposte certe – spiegano Ludovico Guercio segretario generale Fim Cisl Palermo Trapani e Antonio Nobile segretario provinciale Fim Cisl – non abbiamo certezza sul finanziamento della cassa integrazione per tutto il 2019, cosi’ come sul piano di rientro degli operai che gia’ e’ in ritardo. L’azienda inoltre doveva restituire le somme del prestito a Invitalia e anche su questo punto non abbiamo risposte”. I lavoratori “non hanno ricevuto ancora il pagamento delle spettanze di dicembre e cresce cosi’ la preoccupazione sul futuro di questo piano industriale che purtroppo appare sempre in bilico. Dopo oltre 10 anni vorremmo non trovarci nella condizione di portare in piazza ancora una volta i lavoratori. Le istituzioni nazionali e regionali intervengano affinche’ tutte le nubi attorno alla vertenza vengano allontanate”.

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