Lecce, truffa su fondi statali per vittime racket e usura

Lecce, truffa su fondi statali per vittime racket e usura
12 maggio 2017

I finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Lecce hanno eseguito stamattina una serie di arresti e sequestri nei confronti di un sodalizio criminoso dedito a reati di truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, corruzione, concussione, falso. I finanziamenti sono stati percepiti indebitamente da una locale associazione antiracket ed erano destinati a rafforzare le iniziative in materia di contrasto al racket ed all`usura attraverso l`istituzione di tre sportelli nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto. Quattro le misure cautelari eseguite: 3 in carcere e una ai domiciliari, nonchè l`interdizione dai pubblici uffici a 7 persone e, a carico di 32 indagati, il sequestro delle somme indebitamente percepite dal Ministero, per un importo complessivamente superiore a 2 milioni di euro. Le indagini hanno però rivelato l’esistenza di un sodalizio criminale capeggiato dalla presidente della associazione che, con l’aiuto di altri membri della stessa associazione e di pubblici amministratori e privati imprenditori, nel maggio 2012, aveva stipulato una convenzione con I’Ufficio del Commissario Antiracket istituito presso il Ministero dell’lnterno e con le amministrazioni comunali di Lecce, Brindisi e Taranto per l`istituzione di3 sportelli antiracket che, di fatto non erano operativi e che sono stati costituiti con l’unico fine di frodare i finanziamenti pubblici.

Le somme indebitamente percepite dai fittizi collaboratori, grazie alle false rendicontazioni presentate all`Ufficio del Commissario Antiracket, venivano successivamente restituite in contanti alla stessa presidente dell`Associazione. Un particolare non è sfuggito agli inquirenti: venivano fatte salve le ritenute previdenziali e assistenziali. Le indagini hanno permesso di accertare l`illecita percezione di finanziamenti destinati alle opere infrastrutturali ed all`acquisto degli arredi presso le sedi di Lecce e Brindisi, con dirette responsabilità a carico degli amministratori comunali e dei direttori dei lavori coinvolti nel rilascio delle autorizzazioni e nei pagamenti delle relative opere. Per sanare la situazione venutasi a creare in seguito ai rilievi mossi dall`Ufficio del Commissario Antiracket sulla irrituale procedura seguita ed ottenere il rimborso delle somme indebitamente anticipate, veniva predisposta documentazione fittizia, in seguito trasmessa al citato Ufficio al fine di dimostrare il rispetto delle procedure previste per l`approvazione dei lavori, in realtà già ultimati e liquidati. La presidente dell`associazione, avuta notizia della convocazione presso gli uffici del Nucleo di Polizia Tributaria di alcuni suoi collaboratori per essere sentiti quali persone informate sui fatti, ha persino “istruito” i testimoni affinché rendessero dichiarazioni difformi dal vero finalizzate ad occultare le irregolarità poste in essere per l’indebita percezione dei fondi erogati dal Ministero.

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