Lega, non possono votare contro governo. Ma ma sale tensione con M5s

Lega, non possono votare contro governo. Ma ma sale tensione con M5s
Senato
5 febbraio 2019

Nei toni lo scontro e’ sempre piu’ aspro. Dopo gli affondi di Di Battista, Di Maio e Fico, e’ Salvini a replicare: “Se continuano ad insultarmi e darmi del rompicoglioni le cose si fanno piu’ complicate…”. Il premier Conte continua a mediare sui dossier sul tavolo ma e’ alta la tensione nella maggioranza. Il capitolo piu’ delicato e’ quello della richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini. Mercoledi’ sera (o giovedi’ mattina) si riunira’ la giunta per le elezioni ma per la Lega l”exit strategy’ escogitata dal presidente del Consiglio Conte dovrebbe mettere a riparo il segretario. “Non possono certamente votare contro il governo”, il ‘refrain’ nel partito di via Bellerio. Il responsabile dell’Interno, con l’aiuto del ministro Bongiorno, sta preparando una memoria alla quale verranno allegate, questo l’orientamento, le relazioni del premier, di Di Maio e di Toninelli. L’altra ipotesi (sul caso Diciotti sta lavorando un pool di avvocati) e’ quella di una sorta di autodenuncia a parte (ma per l’opposizione si tratterebbe di documenti irricevibili) di Conte e degli altri esponenti dell’esecutivo. In entrambi i casi – ragionano nella Lega – sara’ l’esecutivo a metterci la faccia, “dovrebbero esprimersi contro Conte”.

Ma la base pentastellata preme, nonostante anche ieri Di Maio e Toninelli abbiano ribadito la linea della “corresponsabilita’”, della “scelta collegiale”. Giarrusso e gli altri membri M5s torneranno a riunirsi con Di Maio dopo la presentazione della memoria (non verra’ pubblicata online ma trasmessa ad ogni componente della Giunta). Poi verra’ illustrata la proposta del relatore Gasparri (presidente dell’organismo), infine si aprira’ la discussione e ci sara’ il voto (entro il 22 o 23 febbraio). Passaggi gia’ decisi mentre Salvini rilancia il suo messaggio: “Se ci sara’ un si’ si aprira’ un precedente grave”. I pentastellati – scommettono anche le forze dell’opposizione – dovrebbero compattarsi sul no alla richiesta, ma – ha messo le mani avanti Di Maio – “nulla e’ deciso”. Non e’ decisa neanche la linea del governo sulla Tav.

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Per il Movimento 5 stelle l’alt alla Torino-Lione e’ senza se e senza ma. Nonostante gli avvertimenti della Ue a e le insistenze della Lega. Il passaggio sulle mozioni in Aula sulla Tav ci sara’ a fine mese, e aumenta nel partito di via Bellerio la tentazione di dire si’ a quelle che verranno presentate per dare il via libera all’opera. E’ duello nella maggioranza anche sulla posizione da tenere nei confronti del riconoscimento di Guaido’ in Venezuela. M5s ‘resiste’, l’appello del Capo dello Stato, Mattarella, di seguire la scia degli altri Paesi europei viene inascoltato. “Non stiamo facendo una buona figura”, mette in chiaro Salvini. L’unica convergenza che si registra e’ sulla Consob (il nome e’ quello di Savona). In arrivo al Senato il ‘decretone’ (resta il malessere dei leghisti sul reddito di cittadinanza). Tuttavia sia Di Maio che Salvini escludono una crisi di governo. E anche un rimpasto. Ma dopo i prossimi appuntamenti elettorali (Abruzzo e le Europee) “ci dovra’ essere un chiarimento”, ribadiscono sotto traccia sia nella Lega che nel Movimento 5 stelle.

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