Liberato il missionario italiano rapito in Nigeria: “Grazie a Madonna di Fatima”

Liberato il missionario italiano rapito in Nigeria: “Grazie a Madonna di Fatima”
Don Maurizio Pallù, presbitero missionario rapito alcuni giorni fa in Nigeria
18 ottobre 2017

“Don Maurizio Pallù, presbitero missionario rapito alcuni giorni fa in Nigeria, è stato liberato! Rendiamo grazie a Dio!”. Lo scrive su Twitter il sacerdote Francesco Voltaggio.  Don Maurizio Pallù, ha ricostruito Vatican insider, è stato sequestrato da un gruppo di criminali locali che aveva derubato e portato via il prete mentre si recava insieme ad altre quattro persone in macchina da Calabar a Benin City per un incontro di catechesi. Tra i sequestrati non c`era solo il sacerdote come reso noto in un primo momento ma anche altre due persone nigeriane. Don Maurizio ha riferito che all`interno del gruppo ci sono state divergenze su quale dovesse essere la sorte delle vittime. In particolare uno dei rapitori, che si vantava di aver già ucciso quattro persone, li minacciava continuamente di morte. Il capo, invece, ha deciso invece per la loro liberazione. Negli ultimi giorni, prosegue Vatican insider, le fasi della trattativa, seguita con grande attenzione dall’Unità di crisi della Farnesina, si erano rese più delicate. La risonanza del rapimento sui diversi media rischiava di alzare la posta in gioco e si temeva qualche imboscata da parte dei rapitori, considerando anche che nella stessa zona del paese africano non è il primo caso di rapimento di un sacerdote (lo stesso don Maurizio Pallù aveva già subito un attacco nell’ottobre 2016) e che non sempre tali sequestri terminano con un lieto fine. Ieri sera, invece, la notizia del rilascio diffusa poco prima di mezzanotte. Appena libero il prete si è messo in contatto con altri amici in Nigeria e, subito dopo, con i parenti in Toscana in particolare la mamma Laura, 92 anni. Proprio alla madre don Maurizio aveva telefonato la sera di domenica 15 ottobre per annunciarle, come ha riferito il sito specializzato in questioni vaticane della Stampa, l`imminente liberazione. Era stata la donna stessa a riferirlo pubblicamente durante una veglia di preghiera dedicata al figlio. Una delle tante celebrate in questi giorni in Italia per l`itinerante neocatecumenale, in particolare in Toscana, sua regione di provenienza, ma anche ad Harleem, Londra e Roma dove ha prestato servizio nel corso degli anni.

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IL RACCONTO DI DON MAURIZIO

“E’ la seconda volta che mi rapiscono in un anno, non è la prima”, racconta il sacerdote ai microfoni della Radio vaticana che proprio oggi è il suo compleanno. “Questa è stata più difficile della prima volta, ma ho visto i miracoli che il Signore ha fatto, proprio grandi miracoli che il Signore ha fatto per tenerci in vita. Significa che il Signore ha un piano grosso su questo Paese perché il demonio sta attaccando con grande forza per distruggere l`opera di Dio in questa nazione. In un anno sono stato rapito due volte ma io sono convinto che Dio distruggerà l`opera del demonio. Un`altra cosa importante da sottolineare è questa: i due rapimenti sono avvenuti tutti e due nella festa della Madonna di Fatima, il 13 ottobre. L`anno scorso siamo stati rapiti il 13 ottobre e attraverso un miracolo della Madonna siamo stati rilasciati dopo un`ora e mezza. Quest`anno siamo stati rapiti il 12 ottobre, la vigilia della festa del miracolo del sole a Fatima. Infatti stavo andando a Benin City dove i vescovi della Nigeria hanno celebrato la riconsacrazione della Nigeria alla Vergine Maria e volevo essere presente lì il 13 ottobre per questa grande Eucaristia e invece il 13 ottobre l`ho passato nella foresta e ho ricevuto un segno dell`attenzione materna di Maria e poi la domenica ho ricevuto la conferma che la Madonna e tutti i santi ci avrebbero tirato fuori da questa situazione. Non molliamo!”. La sera del 12 ottobre “in tre siamo stati presi come ostaggi, un fratello nigeriano, una studentessa nigeriana, e io. Ci hanno rilasciati intorno alle 10 di sera”, racconta il sacerdote. “Era un banda di rapitori, abbiamo camminato abbastanza verso un luogo solitario e poi siamo stati lì, loro avevano poco da mangiare, ci davano quello che avevano, siamo andati avanti, abbiamo bevuto l`acqua del torrente, un`acqua marroncina… comunque siamo in vita”. Ora “mi hanno detto di rientrare in Italia. Io vorrei restare qui perché il demonio lo si sconfigge stando quì, il demonio è codardo, vuole metterci paura ma ha scelto la strada sbagliata perché siamo poveri uomini che abbiamo paura ma siamo sostenuti dalla grazia di Dio. E lui sta tenendo schiave milioni di persone qui con la menzogna, con la codardia e con la corruzione e quando mi permetteranno di tornare ritornerò qui ben contento e offrire la mia povera persona per l`evangelizzazione della Nigeria”.

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