Forze di Haftar in azione per proteggere i giacimenti di petrolio “dai terroristi”

Forze di Haftar in azione per proteggere i giacimenti di petrolio “dai terroristi”
17 gennaio 2019

Le forze del generale Khalifa Haftar sono arrivate alle porte della città di Sebha, nel Sud della Libia, dopo che l’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna) ha annunciato l’avvio di “un’operazione militare su vasta scala nel Sud-Ovest” del Paese per “proteggere gli abitanti dai terroristi e dai gruppi criminali” e tutelare le sue infrastrutture petrolifere. Intervistato dal Libyan Address Journal, il portavoce dell’Lna, Ahmed al-Mismari, ha precisato che le forze armate di Haftar si stanno “coordinando con le tribù di Sebha e i suoi leader”. Secondo la Fezzan Libya Organisation, avrebbero preso il controllo delle basi aeree di Temhenhint e Brak al-Shati, “ma non sono ancora entrate a Sebha”.

Sebha, principale città nel Sud-Ovest della Libia, si trova circa 200 chilometri a Est di Sharara, grande giacimento petrolifero del Paese chiuso da oltre un mese per le proteste del cosiddetto Movimento della rabbia del Fezzan, che ha chiesto più sicurezza e migliori servizi per il Sud del Paese. Il sito petrolifero è gestito dalla joint venture Akakus, che riunisce il colosso libico NOC, la spagnola Repsol, la francese Total, l’austriaca OMV e la norvegese Statoil, e produce circa 315.000 barili al giorno, a fronte di una produzione media giornaliera di tutto il paese di un milione di barili. Il mese scorso il premier del governo di accordo nazionale di Tripoli, Fayez al Sarraj, si era recato nel Fezzan proprio per incontrare i manifestanti e aveva annunciato di aver raggiunto un accordo con il Movimento della rabbia del Fezzan che consentiva la riapertura del sito.

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Tuttavia la produzione è ancora ferma e il numero uno della Noc, Mustafa Sanalla, ha precisato nei giorni scorsi che non riprenderà fino a quando non si sarà ritirata una milizia: “Le legittime e giuste preoccupazioni delle comunità del Sud della Libia sono state prese ostaggio da bande armate, che invece di proteggere il sito per produrre ricchezza per tutti i libici, stanno consentendo al momento il suo sfruttamento e saccheggio”. In una nota, Sanalla ha dichiarato che tali saccheggi potrebbero far parte di “un tentativo sistematico di distruggere il sistema Sharara”, sollecitando quindi “una vera protezione” per il sito. Ad oggi le forze di Haftar già garantiscono la sicurezza dei principali porti petroliferi del Paese, dopo che nel 2016 riuscirono a prendere il controllo di Al Sidra, Ras Lanuf e altri terminal nella Mezzaluna petrolifera. askanews

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